Anche Poste Italiane azzoppata dal coronavirus

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di Luca Spoldi 26 Febbraio 2020 | 10:30

Che ci sia lo zampino del coronavirus anche dietro la retromarcia innescata dal titolo Poste Italiane (13,5 miliardi di capitalizzazione) in Borsa? In effetti nelle ultime cinque sedute il titolo ha già perso quasi il 9%, riducendo a meno del 33% il rialzo rispetto a 12 mesi fa, mentre anche stamane l’apertura è in rosso con scambi poco sopra i 10 euro per azione (-2,5%) dopo che sono passati di mano poco meno di 800 mila pezzi, con prezzi gradualmente cedenti.

Difficile non pensare a un profit taking innescato dai timori di un rallentamento economico più o meno marcato dovuto al protrarsi dell’emergenza da Covid-19, che tra l’altro colpisce principalmente gli anziani, ossia la tipologia di utente più diffusa tra la clientela di Poste Italiane. Al di là dell’aspetto emotivo e dell’incertezza sull’impatto che la vicenda potrebbe avere anche sui conti del gruppo guidato da Matteo Del Fante, come del resto sui principali gruppi di servizi finanziari, gli analisti fondamentali sono rimasti finora abbastanza positivi sulle prospettive del titolo.

Il giudizio degli analisti

Deutsche Bank ad esempio ha appena alzato il target price da 12,5 a 13,5 euro per azione, mentre Jp Morgan si attende per il 6 marzo prossimo la pubblicazione di conti “solidi” per il quarto trimestre 2019 con “un potenziale per una guidance più alta e un aumento del dividendo”, dicendosi più in generale “fiduciosi” sul raggiungimento degli obiettivi previsti dal piano industriale al 2022. Anche il consenso resta positivo con 4 report rialzisti (1 “buy” e 3 “outperform”) e 6 neutrali (“hold”) ma nessun giudizio negativo, e un target price medio di 11,46 euro per azione (circa il 12,5% superiore alle quotazioni correnti).

Se effettivamente Poste Italiane riuscirà a migliorare ulteriormente i suoi risultati, anche un P/E di poco superiore alle 11 volte non sarebbe un multiplo troppo elevato, tanto più a fronte di un eventuale incremento del dividendo (atteso pari a 46 centesimi quest’anno) e quindi del dividend yield potenziale (già ora attorno al 5,3%). Tuttavia il quadro tecnico ha subito in queste ultime sedute un deciso deterioramento portando alla chiusura delle strategie rialziste “buy-up” per lo scattare di stop loss (a 10,4 euro per azione).

Se il prezzo dovesse mantenersi sopra i 10-10,05 euro (non scendendo in ogni caso sotto il supporto intraday di 9,94 euro) e il panic-selling da coronavirus si esaurisse, il titolo, che ora appare inserito in un trend di breve periodo neutrale (ma ancora negativo a brevissimo termine, tanto che alcuni broker consigliano di tentare uno “short” sul titolo con vendite a termine), potrebbe tentare di recuperare terreno, rimanendo valida una strategia rialzista che vede in 11 e poi 11,2 euro per azione gli obiettivi di breve termine. La stop loss in questo caso andrebbe riposizionata sui 9,5 euro per azione.

Nel caso che qualche ricopertura favorisse un primo rimbalzo tecnico, le resistenze intraday sono poste sui 10,65-10,75 euro per azione (a 10,80-10,85 in caso di ulteriore estensione degli acquisti). Il calo delle ultime sedute è stato peraltro accompagnato da un incremento dei volumi di scambio che potrebbe indicare l’uscita dal titolo di “mani forti”, mentre il fatto che le quotazioni siano calate sia sotto la media mobile lenta sia sotto quella veloce e che entrambe siano ormai orientate al ribasso e procedano distaccate conferma la solidità del trend ribassista di brevissimo periodo.

Dallo stocastico e dall’indicatore di forza relativa (Rsi), entrambi nella parte bassa della propria banda d’oscillazione, vengono conferme del momento delicato e del fatto che potrebbe protrarsi ancora per qualche seduta, non essendo gli oscillatori ancora in zona di ipervenduto. Così mentre la tentazione di “afferrare un rimbalzo” potrebbe tentare gli investitori più avvezzi al rischio, per chi non gradisce una eccessiva volatilità il consiglio è di astenersi dall’operare o piuttosto continuare a mantenere in essere un’eventuale strategia ribassista che potrebbe pagare ancora per alcune sedute.

L’andamento di Poste Italiane in Borsa negli ultimi 12 mesi

A cura di Luca Spoldi, Cefa, 6 In Rete Consulting Ceo (www.6inrete.it)

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