Coronavirus, mercati costretti a riconsiderare l’impatto economico

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di Stefano Fossati 27 Febbraio 2020 | 12:30

A cura di Allianz Global Investors

Mentre il coronavirus colpisce le azioni europee, i mercati esprimono chiaramente la loro avversione per l’imprevedibilità della situazione. Riteniamo che il meccanismo di trasmissione più importante sia, da ogni punto di vista, il sentiment di consumatori, imprese e mercati finanziari. L’impatto “reale” potrebbe rivelarsi contenuto, ma al momento la visibilità sulla contagiosità e la mortalità rimane limitata. Tuttavia, l’impatto negativo sul sentiment potrebbe anche avere l’effetto di una “profezia che si autorealizza”.

C’è però una nota positiva: le aziende europee presenti con impianti di produzione in Cina stanno di nuovo incrementando l’attività produttiva, segnale importante anche per le supply chain globali. L’impatto per i beni industriali è stato finora limitato, in quanto tali investimenti si basano su valutazioni di lungo periodo e allo stesso tempo sono soggetti a contratti di lungo termine. È importante adesso monitorare l’andamento dei nuovi ordinativi.

La situazione per quanto riguarda i beni di consumo è ovviamente diversa: vi è stato un notevole rallentamento in Cina, ma anche in altre regioni dell’Asia, e ora si sta diffondendo anche in Europa. In base al tipo di prodotto o servizio, una parte dei mancati consumi potrebbe rivelarsi solo un rinvio temporaneo. I consumatori potrebbero tornare a spendere i loro soldi, ad esempio per le auto come avevano inizialmente previsto, con il risultato di una ripresa cosiddetta “a forma di V” (V-shaped). Per altre attività, come ad esempio i ristoranti, i ricavi invece sono purtroppo persi per sempre.

Nell’ambito dell’attuale stagione di pubblicazione dei risultati di bilancio, le previsioni fornite dalle società sono diventate più prudenti. Le aziende potrebbero utilizzare l’incertezza legata al coronavirus per guidare al ribasso le aspettative sui risultati (abbassando così la base di confronto per l’analisi dei risultati futuri). Anche questo potrebbe provocare l’effetto di una “profezia che si autorealizza”.

L’impatto sui mercati azionari

Nonostante la significativa performance positiva del 2019, le valutazioni delle azioni europee rimangono ancora relativamente modeste. Gran parte del mercato azionario europeo non ha partecipato pienamente al rialzo. Sulla base di tali considerazioni, la “dimensione della potenziale correzione” risulterebbe più contenuta rispetto ad altri mercati: i titoli azionari europei potrebbero comportarsi meglio in un mercato sotto pressione.

Il diffondersi del coronavirus anche in altre aree (Corea del Sud, Iran) sta mettendo in discussione l’opinione, inizialmente condivisa, di un impatto relativamente contenuto sul mercato. Molti investitori ritenevano che il coronavirus sarebbe rimasto un problema soprattutto per la Cina, con implicazioni di breve periodo in quanto le statistiche ufficiali suggerivano che l’epidemia in Cina fosse sotto controllo. La diffusione globale del virus negli ultimi giorni ha reso i mercati più cauti e gli investitori si stanno spostando verso “rifugi più sicuri”.

Il sentiment si è indebolito e la domanda dei consumatori ha subito una contrazione in molti settori ed economie, in particolare in Cina dove i beni di lusso, i viaggi, i trasporti aerei, gli alberghi e altri settori correlati sono più vulnerabili. L’impatto finanziario è destinato a estendersi oltre il confine cinese, con un aumento delle problematiche a livello di supply chain, coinvolgendo molti dei principali Paesi esportatori, come Corea del Sud, Giappone, Italia, Germania e Singapore.

In Cina, gli investitori guardano all’esperienza della Sars per valutare l’impatto dell’epidemia di coronavirus. Mentre la situazione nel complesso rimane fluida, ci aspettiamo che il rallentamento dell’economia sia forte, ma relativamente di breve durata. Contrariamente al punto di vista del consensus, crediamo che il numero di casi segnalati in Cina al di fuori della provincia di Hubei/zona di Wuhan sia probabilmente accurato.

La reazione del mercato azionario è stata finora simile a quella della Sars nel 2003. In entrambi i casi, i mercati si sono ripresi quando il numero di casi confermati giornalmente ha raggiunto il picco massimo. Le misure di contenimento applicate per prevenire la diffusione del coronavirus avranno un impatto in particolare sulle imprese più piccole, con minore liquidità.

Ci aspettiamo che la tendenza al consolidamento all’interno dei settori continui. È probabile che i leader di settore guadagnino quote di mercato. Le società quotate dovrebbero essere nel complesso più resilienti dell’universo non quotato.

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