Swissquote: Fed pronta all’azione, il rimbalzo potrebbe essere dietro l’angolo

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di Stefano Fossati 28 Febbraio 2020 | 14:15

A cura di Ipek Ozkardeskaya, Senior Analyst di Swissquote Bank

E fu così che si scatenò l’inferno. Non si ferma la corsa ai safe asset con i flussi di capitale che si spingono verso i titoli del Tesoro Usa, lo yen e il franco svizzero. Rimane indietro l’oro, che scivola insieme alle azioni, probabilmente a causa dello scioglimento delle posizioni speculative più lunghe che si sono ormai accumulate dallo scorso maggio.

Il rendimento del decennale americano è sceso al record di 1,24% aumentando le probabilità (ora al 98%) che ci possa essere un taglio dei tassi di interesse da parte della Fed a marzo. Il Dollar Index ha esteso le perdite nonostante dati delle vendite incoraggianti: gli ordini sui beni durevoli Usa sono scesi dello 0,2% a gennaio facendo meglio delle attese dal momento che il Pil del quarto trimestre si è rivelato inalterato al 2,1%. In attesa di nuovi dati che usciranno nella giornata odierna, crediamo di poter anticipare che sarà dura che i numeri possano bastare a suscitare una reazione positiva da parte del mercato.

L’euro-dollaro sta viaggiando sopra 1,10 ma la contaminazione del coronavirus potrebbe presto risvegliare anche le colombe della Bce. La Germania ha già annunciato che sta considerando un pacchetto di misure fiscali a supporto dell’economia: ora che le aspettative per un taglio dei tassi della Fed sono elevate, l’euro-dollaro potrebbe risalire la china sopra il livello di 1,10.

E’ bene che gli investitori tengano a mente che le vendite generalizzate cui stiamo assistendo in questi giorni sono amplificate dal panico: si tratta della peggior settimana dal 2008 e la paranoia non fa che peggiorare le cose. Non ci sono più i “buy on the deep” e i cali vengono amplificati. Secondo noi il mercato è andato un po’ oltre e un rimbalzo potrebbe ormai essere dietro l’angolo. Lo scoppio del coronavirus ha certamente colpito le imprese e potrebbe avere un impatto negativo maggiore del previsto su utili e crescita, eppure la sensazione è che il sell-off che stiamo vedendo possa essere eccessivo ormai, soprattutto ora che le valutazioni hanno subito un ridimensionamento significativo.

Le calamità di mercato prima o poi lasceranno il passo a una ripresa. Forse non vedremo un’inversione a V nell’immediato ma le aspettative che la Fed possa ridurre i tassi di interesse potrebbero contribuire a calmare gli animi e a contribuire a costruire una base sulla quale fermare l’attuale discesa. D’altro canto, di fronte a tutte queste aspettative, la stessa Fed potrebbe ritrovarsi sotto un’eccessiva pressione ad agire nelle prossime settimane, per quanto solo un intervento della banca centrale americana potrebbe rappresentare una soluzione idonea a calmare i nervi degli investitori nonché un “gamer changer” per il mercato.

Dall’altra parte della Manica, il Regno Unito continua a dibattersi nella Brexit con la sterlina che non smette di perdere terreno nei confronti delle principali valute dopo che Boris Johnson ha minacciato di abbandonare le negoziazioni con la Ue se non si riesce a raggiungere un accordo sul modello di quello canadese entro giugno. Ciò che sembra al momento contenere le perdite sulla moneta britannica è solo la debolezza del dollaro.

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