Rinnovabili, Equita: possibili M&A e partnership nel settore a breve termine

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di Stefano Fossati 28 Febbraio 2020 | 14:30

Eni ha presentato il piano strategico con le indicazioni delle ambizioni nel settore delle rinnovabili. Previsti dal gruppo 55 GW di nuova capacità al 2050 (a livello globale), con 3 GW nel 2023 e 5 GW nel 2025.

Secondo gli analisti di Equita, la mossa di Eni è in linea con il trend (già iniziato da un paio d’anni anche da parte della stessa società) della diversificazione delle oil company nel segmento delle rinnovabili, accelerata anche sull’onda delle tematiche Esg.

L’ingresso delle oil company rappresenta per gli analisti un’opportunità nel breve termine (2-3 anni) per gli operatori renewables esistenti sul mercato. In assenza di una pipeline di sviluppo, infatti, le oil companies cresceranno nella fase iniziale sia attraverso M&A (aumentando le valutazioni implicite degli asset renewables), sia attraverso joint venture con operatori esistenti per accelerare la crescita (aumentando la possibilità di sviluppo degli operatori in joint venture), sia attraverso la spinta alla diffusione dei contratti PPA (Power Purchase Agreement), riducendo il merchant risk.

“Riteniamo che la spinta delle oil company – notano gli analisti di Equita – possa essere quindi positivo per Erg, Falk Renewables e Alerion sia in termini di speculative appeal (anche in vista di possibili M&A) sia in termini di maggiori opzioni di sviluppo: si veda la joint venture siglata da Falck con Eni stessa per lo sviluppo di 1 GW da energia solare negli Stati Uniti”.

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