Coronavirus, Equita: “Troppo presto per aumentare il peso di azioni e bond”

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Avatar di Gianluigi Raimondi 2 Marzo 2020 | 16:30

Il mese di febbraio è stato caratterizzato da mercati azionari globali in decisa flessione (-6.9%) causata dall’incertezza sulle prospettive dell’economia dettata dalla diffusione dell`epidemia di Coronavirus fuori dalla Cina, e in particolare in Italia. La pressione ha riguardato non solo i mercati azionari, ma anche i bond. L’indice US Bloomberg Barclays HY è salito a 461bps di spread vs 360bps di una settimana fa.

Il Nord Italia ha visto una rapida escalation dell’emergenza sanitaria legata al Covid-19, con oltre 650 casi e 17 morti in pochi giorni, in un quadro in continua evoluzione. La gran parte dei casi sono stati in Lombardia, che conta il 16% della popolazione italiana, il 22% del PIL e una percentuale superiore in termini di produzione manifatturiera, aumentando le probabilità di avere la seconda contrazione trimestrale consecutiva.

Sono aumentate le aspettative di nuovi interventi di politica monetaria da parte delle banche centrali, con il mercato che ora prezza un ulteriore taglio dei tassi della BCE con una probabilità del 96% nell`anno (dal 65% a fine gennaio) e più di duer tagli dei tassi della FED nei prossimi 12 mesi (contro l’attesa precedente di un solo taglio).

Tuttavia abbiamo dei dubbi sul fatto che tagliare i tassi (da una base già molto bassa) o aumentare gli acquisti di titoli con il QE possa questa volta contenere la contrazione degli utili. A nostro avviso serviranno azioni più decise” avvertono da Equita.

Nonostante la recente correzione, i mercati trattano ancora su multipli elevati (PE 20E S&P500 18x, molto vicino ai massimi degli ultimi due decenni) con un incremento del rischio sugli utili.

Lo stock globale di obbligazioni corporate non-finanziarie ha raggiunto un massimo storico di 13.5 trilioni di dollari nel 2019 (OCSE), il doppio in termini reali al dicembre 2008. Rispetto poi ai precedenti cicli creditizi, le obbligazioni in circolazione presentano una qualità creditizia complessiva inferiore, requisiti di rimborso più elevati e scadenze più lunghe, amplificando gli effetti negativi di un forte rallentamento economico su imprese e crescita globale.

“Per questi motivi restiamo ancora fortemente sottopeso rispetto al benchmark nel portafoglio raccomandato” concludono da Equita.

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