Quanto pesa il dollaro sull’oro

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di Redazione 22 Dicembre 2009 | 12:30
Periodo di passione per gli speculatori attivi sul mercato delle materie prime. Oro e petrolio si prendono una pausa di riflessione dopo la lunga corsa delle scorse settimane.

di Marco Mairate

A frenare i prezzi del greggio WTI, prese di profitto fisiologiche dopo i dati sulle scorte di petrolio americane. A deprimere il greggio ci si mette anche il biglietto verde, che è riuscito riconquistare qualche “figura” nei confronti dell’euro.
Dollaro su oro giù. Anche nei confronti del metallo più amato al mondo, la relativa forza del dollaro non fa certo bene. Le quotazione dell’oro scendono a 1.193 dollari/oncia in settimana (scadenza di dicembre). Un bel salto indietro rispetto i massimi dei primi di dicembre, quando il lingotto era arrivato oltre i 1.220 dollari/oncia.
Da una parte c’è chi vede dietro questa frenata le classiche prese di profitto (arrivate giustamente dopo tanti mesi di rialzi ); dall’altra parte prosegue il tam tam mediatico intorno alla bolla che circonda l’oro e alla sua possibile “implosione”.
Gli esperti, come la società di ricerca statunitense Casey Research, sottolineano però di tenere ben presente la correlazione tra dollaro e oro per meglio valutare le proprie scelte di investimento. Secondo la società americana (e non solo) per ogni caduta del dollaro corrisponde un balzo in avanti nelle quotazioni dell’oro: una correlazione verificatasi nell’80% dei casi. Per esempio nell’ultimo anno il valore dell’oro si è apprezzato del 30% che equivale a quasi ad un apprezzamento del 5% per ogni flessione dell’1% del cross dollaro/euro. Questo può dare un’idea di quello che potrebbe accadere nel caso il dollaro proseguisse nella sua caduta ormai cronica. Casey calcola che se il dollaro dovesse tornare ai minimi di marzo 2008 (ovvero un calo del 4,6% rispetto ai valori attuali) questo comporterebbe un progresso dell’oro del 22,5% ovvero un prezzo di 1.478 dollari/oncia. Ancora più drammatico il quadro di lungo periodo, dove chi pensa che il biglietto verde arrivi a deprezzarsi della metà nei prossimi anni, potrebbe trovarsi a spendere fino a 4.164 dollari per  avere un’oncia del prezioso metallo dorato. Se il dollaro dovesse addirittura perdere il 75% del proprio valore (poco probabile), il metallo prezioso potrebbe arrivare a 5.642 dollari l’oncia. Cifre astronomiche che non tengono conto di altri fattori a favore dell’oro, quali la possibile impennata dell’inflazione, la voglia degli investitori di comprare oro e le probabili nuove mosse della Cina a favore del lingotto. A questo punto, 5.000 dollari l’oncia vi sembrano ancora troppi?

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