Coronavirus, ecco l’asset allocation risk-off di Ubp

A
A
A
di Gianluigi Raimondi 3 Marzo 2020 | 16:30

“Alla luce del perdurante periodo di incertezza macroeconomico globale, negli ultimi 18 mesi abbiamo costruito un portafoglio sostanzialmente “risk-off”, gestito attivamente, per ammortizzare i rendimenti durante questo periodo di ribassi che tende a generare qualche timore”, afferma Norman Villamin, CIO Wealth Management di Union Bancaire Privée, che di seguito dettaglia la propria view.

Nell’ambito della nostra allocation risk-off, continuiamo a guardare con interesse ai Treasury Usa a lunga scadenza. Con la prospettiva di uno shock della domanda dovuto al virus e/o di un potenziale aumento delle tasse in caso di vittoria di Bernie Sanders alle presidenziali 2020, vediamo il rischio di un ulteriore calo a <1% sui titoli del tesoro USA a 10 anni, beneficiari a fronte di tali shock della domanda.

Anche le valute rifugio dovrebbero essere una parte fondamentale in un’asset allocation risk-off. In particolare, riteniamo che le posizioni in franchi svizzeri rispetto all’euro e in misura minore, rispetto al dollaro continuino a essere interessanti.

Sebbene continuiamo a credere che l’oro mantenga il suo valore a lungo termine di bene rifugio, il posizionamento unilaterale combinato con posizioni sottostanti a leva, suggerisce che come minimo la volatilità a breve termine potrebbe verificarsi prima che si possa realizzare un rialzo più significativo. Di conseguenza, l’esposizione all’oro potrebbe non offrire la stessa protezione risk-off nel breve termine. Invece, l’esplorazione di strategie con un’opzione in oro potrebbe offrire un’esposizione asimmetrica più adeguata nelle prossime settimane.

È ragionevole avere dubbi in merito alla politica monetaria della Federal Reserve o dalle altre Banche Centrali. Ciò è particolarmente vero dato il rischio di shock multipli della domanda.

Per controbilanciare questi aspetti, miriamo ad associare il nostro portafoglio “risk off” a una più ampia esposizione a risky asset, potenzialmente in grado di ammortizzare i ribassi, come osservato recentemente. Inoltre consentono agli investitori di mantenere posizioni su asset più rischiosi come le azioni, che offrono dei driver di rendimento in fasi di normalità, come si è visto per esempio alla fine del 2018.

In effetti, con il picco di volatilità degli ultimi giorni, le soluzioni azionarie strutturate asimmetriche dovrebbero contribuire ad ammortizzare i rischi al ribasso e consentono di cogliere recuperi anche temporanei, come si è visto all’inizio di febbraio.

Inoltre, con gli spread degli high yield USA che si mantengono al di sotto dei livelli osservati quando la Fed stava tagliando i tassi e riprendendo un’espansione del bilancio a fine del 2019, un modesto ampliamento degli spread potrebbe offrire nuove opportunità in questa asset class, come si è visto a fine gennaio, in previsione della ripresa di una politica monetaria accomodante della FED.

Vuoi ricevere le notizie di Bluerating direttamente nel tuo Inbox? Iscriviti alla nostra newsletter!

Condividi questo articolo

ARTICOLI CORRELATI

Mirabaud: il 2021 sarà l’anno delle obbligazioni convertibili

La view macro e l’asset allocation di Allianz GI per i prossimi mesi

Investimenti azionari: meglio focalizzasi su settori e temi che fare scelte geografiche

NEWSLETTER
Iscriviti
X