Il coronavirus contagia turismo e società di pagamento: Visa taglia le stime

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Massimiliano Carrà di Massimiliano Carrà 3 Marzo 2020 | 17:30

Oltre ad aver prodotto degli effetti negativi sulle economie e i mercati mondiali, il coronavirus ha contagiato anche il colosso usa delle carte di credito Visa. Infatti, secondo quanto evidenziato dagli analisti di Equita, Visa – come Mastercardha dovuto rivedere la guidance.

La decisione dell’azienda americana delle carte di credito sarebbe arrivato a causa dei minori volumi di transazioni attestata nell’ultimo periodo, per lo scoppio del coronavirus, soprattutto nel segmento relativo ai viaggi cross border.

Come rilevato dall’investment bank indipendente italiana, specializzata in consulenza finanziaria, il taglio di fatturato di Visa è simile a quello effettuato già nei giorni scorsi da Mastercard, ossia circa il 3% del fatturato del primo trimestre di questo 2020. 

Le società di pagamento più esposte al coronavirus

Oltre ad aver analizzato il taglio di Visa, gli analisti di Equita si sono anche soffermati su un altro aspetto: ossia quali sono le società di pagamento più esposte al segmento del turismo cross border che è uno dei più colpiti del coronavirus.

Tra queste ve ne sono tre in particolare: Ayden (oltre il 20% del fatturato), Wirecard (oltre il 15%) ed Igenico (oltre il 10%). Quest’ultima, inoltre, è quella più esposta ai consumi domestici in Cina (circa l’8% del fatturato).

Nexi, invece, secondo Equita è la società di pagamento meno esposta al turismo cross border (che incide su circa il 2% del fatturato), ma potrebbe soffrire a causa del calo dei consumi domestici discrezionali (come ad esempio quelli relativi alla ristorazione) soprattutto in Lombardia. 

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