Mercati volatili e investimenti, la diversificazione non basta

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di Stefano Fossati 4 Marzo 2020 | 14:30

La volatilità del mercato è tornata, e in maniera preponderante come accaduto a fine estate 2015. Questo si riflette nell’indice di volatilità Vix, indicante le aspettative di fluttuazione dell’indice azionario S&P 500 nei successivi 30 giorni, che la scorsa settimana ha superato i 40 punti. Per ora ci aspettiamo che la volatilità permanga e che possa addirittura aumentare, così come suggerisce l’incertezza riflessa nella discesa dei prezzi delle azioni e nella risalita delle quotazioni dell’oro. A oltre 1.600 dollari, il prezzo dell’oro è infatti schizzato ai valori di inizio 2013, mentre gli indici azionari hanno perso molto: analizzando i dati al 2 marzo, il Dax tedesco circa l’11% rispetto al mese precedente, l’S&P 500 circa il 10% e il Nikkei giapponese oltre l’8%”. Lo sottolinea Nicky Maan, Ceo di Spectrum Markets.

Come proteggersi da perdite come queste? “Crediamo che la classica strategia di diversificazione non sia più sufficiente“, risponde Maan. “Uno dei motivi è che le obbligazioni con un buon rating, tradizionale protezione contro la volatilità in portafoglio, da un po’ di tempo a questa parte stanno registrando performance sulla bassa singola cifra o addirittura negative. Inoltre, la selezione di azioni e obbligazioni potrebbe non essere abbastanza per rispondere alle attuali condizioni di mercato poiché, nonostante l’elevata volatilità, molti asset sono sopravvalutati, cosa che può essere sfruttata con coperture utilizzando strumenti derivati”.

Secondo il Ceo di Spectrum Markets, gli investitori non dovrebbero lasciarsi limitare dagli orari di negoziazione, in quanto si lascerebbero scappare del potenziale. “Siamo convinti che la possibilità operare fuori orario sia particolarmente importante in mercati altamente volatili, proprio perché la volatilità può essere sfruttata per comprare o liquidare una posizione e gli investitori dovrebbero avere la flessibilità di poterlo fare quando vogliono. Il fatto che gli scambi fuori orario stiano crescendo in linea all’aumento della volatilità è evidente guardando ai dati della scorsa settimana. Gli scambi fuori orario su Spectrum Markets (17:30 – 09:00), nella settimana dal 24 febbraio, sono stati di 3,8 milioni di securitized derivatives, ovvero il triplo rispetto a quanto registrato nell’ultima settimana di gennaio. Questo livello di attività non è sorprendente, considerando quanto il prezzo di un indice possa fluttuare fuori borsa. L’indice Nikkei, ad esempio, ha ceduto l’1,3% tra il 28 febbraio e il 2 marzo 2020″.

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