Poca liquidità

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di Redazione 23 Dicembre 2009 | 08:21
Ci avviciniamo alla fine dell’anno e a parte settimana prossima, dove comunque sarà limitata, ci accingiamo a lavorare su mercati caratterizzati da bassa liquidità e da pochi operatori agguerriti che hanno le energie per stare sul pezzo e provare a rosicchiare qualche profitto per comprare gli ultimi regali di natale.

Bassa liquidità significa che bastano paradossalmente “pochi soldi”, rispetto a quelli che servirebbero in condizioni a regime, per spostare maggiormente i prezzi (si veda intervento della SNB).

I trader intraday stanno cauti a guardare e ad aspettare qualche breakout per entrare a leve pesanti e sfruttare le possibili fiammate di qualche cambio, mentre chi si muove sui fondamentali è destinato ad una strategia “wait and see” in quanto se non si è già mosso, diciamocelo chiaro, non sa da che parte girarsi.

L’unica cosa certa sul finire di quest’anno risulta essere la forza dei dollari americani, che sembra destinata a farla da padrone fino alla chiusura delle contrattazioni annuali.

Sul fronte macroeconomico ieri abbiamo assistito alla pubblicazione del Pil UK che su base mensile ha fatto segnare un -0.2%, peggiore delle attese che si attestavano a -0.1%, mentre anno su anno ha toccato un pessimo -5.1%.

Di contro, il GDP degli Stati Uniti ha fatto registrare un +2.2% annuale contro attese di +2.8%, un dato peggiore dunque delle aspettative, ma comunque positivo, cosa importante per gettare le basi di una solida ripresa economica.

EurUsd – grafico orario

Passiamo all’analisi tecnica, dove il consueto primo della classe, l’eurodollaro continua la propria corsa al ribasso con una serie di minimi via via calanti. Ieri siamo giunti a 1.4230, un livello segnalato in precedenza al’inizio del mese di settembre come punto a cui il cambio aveva trovato un buon livello di supporto.

Continuiamo a consigliare di considerare valida la linea discendente di resistenza per cercare di carpire un movimento di inversione dalla tendenza ribassista: questa transiterà oggi nei pressi di 1.43 figura.
In maniera del tutto speculare il cambio UsdJpy continua la propria salita giungendo ai massimi visti dalla fine di ottobre.

Manca davvero un soffio al raggiungimento del livello di resistenza di 92.30, livello da cui era iniziata la discesa  che ha condotto il cambio a 85 figura. Il primo supporto a questa idea è identificabile in 91.25.

Fuoriuscito dal canale laterale a ribasso il cable ha ora l’intenzione di giungere al minimo di metà ottobre a 1.5710. Possiamo considerare come livello di resistenza ad una eventuale salita 1.6115.
Il dollaro, nei confronti del franco, ha mostrato un livello molto interessante durante la giornata di ieri. In area 1.05 figura si sono concentrate ripetute discese del cambio confermando il precedente livello di massimo di fine settimana scorsa. A 1.0450 possiamo individuare il primo livello di supporto all’idea rialzista.

Il cambio AudUsd sembra aver abbandonato (per il momento?) la strada rialzista, con tutte le intenzioni di raggiungere la successiva area di supporto a 0.8550. Poco al di sopra di 0.89 figura si trova la resistenza per le prossime ore del cambio.

Bella figura di doppio massimo ieri, su candele orarie, del cambio GbpJpy. Questo movimento non fa che confermare il livello di 1.47 come punto da oltrepassare per rivedere, a breve, 149 (nonostante le percentuali di ritracciamento di Fibonacci abbiano già confermato questa idea rialzista dal superamento di 1.4630).

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