L’ultima Finanziaria

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di Giacomo Berdini 23 Dicembre 2009 | 08:45
La manovra è legge, approvata dal Senato in terza rilettura, ma è l’ultima della sua specie. Dall’anno prossimo sarà chiamata legge di Stabilità, ed effettuerà un percorso legislativo più veloce.

La Finanziaria 2010 è realtà operativa. L’aula del Senato infatti ha approvato in via definitiva alla terza rilettura il provvedimento, che diventa così legge, l’ultima così denominata.
Dall’anno prossimo, infatti, la manovra cambierà nome e diventerà la legge di Stabilità, così com’è stato deciso nella riforma approvata dal Parlamento il 17 dicembre.
Secondo le intenzioni del governo questo provvedimento sarà presentato per la prima volta entro il 15 di ottobre dell’anno prossimo, e dovrà passare attraverso un iter più celere, così non sarà nemmeno più necessaria la fatica di imporre la fiducia che, al Senato non è stata comunque presa in considerazione.

Il vice ministro dell’Economia Giuseppe Vegas saluta la legge che se ne va in pensione:
“Questa è l’occasione per un addio senza rimpianti alla vecchia legge Finanziaria che ha segnato con il ritmo delle stagioni il trascorrere dell’esperienza umana”, ha detto in aula al Senato il vice ministro dell’Economia Giuseppe Vegas, con una retorica molto toccante, “La Finanziaria ha rappresentato l’essenza di questo Paese, lo è stato nei momenti felici e in quelli più difficili di risanamento”, ha aggiunto.

Sorvolando le commemorazioni di dubbio gusto e utilità, passiamo ai fatti e ai numeri:
Secondo i tecnici di Palazzo Madama il testo che esce in terza lettura dal Parlamento raccoglie risorse del valore di 18,712 miliardi in termini di saldo netto da finanziare ma, ai fini dell’indebitamento netto, l’ammontare si riduce a 11,139 miliardi, come preannunciato nella giornata di ieri. La differenza consiste nel fatto che il saldo netto da finanziare misura incassi e pagamenti nel momento in cui le risorse entrano ed escono dalla disponibilità dello Stato. L’indebitamento, invece, misura incassi e pagamenti nel momento in cui le risorse entrano ed escono dalla Tesoreria.
Per quanto riguarda invece le coperture, lo scudo fiscale ha fornito circa 3,7 miliardi, e altri 3,1 vengono dal Tfr inoptato, conferito al fondo Inps.
Il resto delle risorse viene raccolto con i Fondi per le aree sottoutilizzate (Fas) e altre rimodulazioni di spesa varie.

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