Scudo, 80 miliardi rientrati

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di Giacomo Berdini 24 Dicembre 2009 | 09:00
Giulio Tremonti difende lo scudo fiscale, che ha fatto rientrare nel Paese circa 80 miliardi di euro dall’estero. La Finanziaria resta light, anche se qualcuno ha già parlato di assalto alla diligenza.

Sarebbero circa 80 i miliardi di euro rientrati entro i confini Italiani nel corso dello scudo ter secondo quando dichiarato dal ministro dell’Economia Giulio Tremonti, che ha difeso i risultati ottenuti dalla sua “creatura”, ribadendo l’impegno del governo ad intensificare la lotta ai paradisi fiscali.
“Sarà più di 80 miliardi, ma non sappiamo ancora quanto”, ha affermato Tremonti in occasione di una conferenza stampa pre-natalizia, “In appena due mesi sono rientrate in Italia risorse per 160 mila miliardi delle vecchie lire. Avremmo fatto questa operazione anche gratis pur di riavere un rientro di questa portata”, ha aggiunto.
Secondo il ministro, infatti, è stata la sovrabbondanza di richieste d’adesione pervenute alle banche negli ultimi giorni ad aver indotto il governo a concedere la proroga fino al 30 aprile.
“Rispetto all’esperienza fatta in altri Paesi abbiamo visto un fenomeno di accumulo della domanda di rimpatri che, alla fine, andava oltre la capacità degli operatori di smaltire le domande. Quindi la proroga è stata necessaria”, ha detto Tremonti che, sicuro di sé, risponde a chi lo critica per la natura anti etica della sanatoria con: “È più etico far rientrare i capitali che farli uscire”, e ribadisce per l’ennesima volta, “È finito il tempo dei paradisi fiscali. Quelli che si lasciano fuori sono soldi morti”.

Per quanto riguarda la Finanziaria il ministro nasconde sotto al tappeto l’assalto alla diligenza in corso dell’ultima manovra, appena 18 mesi dopo il varo del provvedimento triennale.
“L’ultima Finanziaria ha un importo complessivamente pari a 9 miliardi. Nove miliardi sono circa l’1% delle entrate, se la questione era ‘è light’ fondamentalmente è l’1% del bilancio e non mi sembra sia una cifra particolarmente grande”, ha detto il ministro , aggiungendo poi che “leggere ironia sul fatto che in Finanziaria poco più di 100 milioni sono destinati a micromisure sul territorio vuol dire non avere senso della democrazia, che ci sia una quota minima destinata dai parlamentari sul territorio è elemento di democrazia. Non sono parlamentari che si mettono soldi in tasca sono soldi sul territorio”, ha ribadito, ma su questo punto sono sicuro che molti contribuenti avrebbero di che dissentire.
Il ministro infatti, paladino del rigore dei conti pubblici, in vista del nuovo decreto di stimolo all’economia che sarà varato a gennaio, esclude interventi come un primo taglio dell’Irap o l’aumento delle detrazioni fiscali alle famiglie con redditi medio bassi.
Perciò nessun alleggerimento per le famiglie, probabile annullamento degli incentivi sull’acquisto di automobili e un deficit che, conferma Tremonti, “basta e avanza. In questo momento più è alto il deficit più aumenta il rischio e più aumentano le tasse”, ha dichiarato.
“Non è responsabile dire che ci vuole più coraggio”, afferma poi, “Ci vuole coraggio a chiedere più coraggio”.
“Sappiamo che ci sono settori, situazioni, famiglie e persone in difficoltà ma il sistema ha tenuto, tiene e terrà”, ha aggiunto Tremonti, sostenendo che “l’Italia ha dimostrato una forte tenuta durante la crisi”.

Viste le norme varate e soprattutto il trattamento di favore concesso agli evasori con lo scudo fiscale, se l’Italia ha retto è proprio per il coraggio dimostrato dai contribuenti che pagano regolarmente i tributi, animati dal senso civico e non certo dalla forza infusa dal nostro paladino dei conti pubblici.

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