State Street: “Sottopesare l’azionario Europa rispetto a Usa ed Emergenti”

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di Gianluigi Raimondi 10 Marzo 2020 | 12:00

Viste le ultime notizie relative alla guerra del petrolio divulgate nel fine settimane e il propagarsi della diffusione del Coronavirus, tutti gli occhi sono puntati sul meeting di politica monetaria della BCE di giovedì.  Di seguito il commento di Marija Veitmane, Multi Asset Class Research Senior Strategist di State Street Global Markets.

Se da un lato i tagli dei tassi d’interesse possono fare ben poco per combattere lo shock economico potenzialmente immediato causato dal virus, dall’altro allevieranno il costo del capitale circolante per le imprese qualora la domanda dovesse vacillare o le catene di approvvigionamento dovessero allungarsi. Purtroppo l’Europa ha il minor spazio di manovra in termini monetari e fiscali per sostenere i mercati, a differenza della Cina e degli Stati Uniti che guidano gli stimoli di politica monetaria.

Oggi è ancora troppo presto ritornare a investire nell’azionario

L’economia europea si trova già in uno stato di debolezza, avendo già subito l’impatto della guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina negli ultimi due anni, fattore che si riflette sul sentiment degli analisti in ambito azionario, che sempre più spesso rivedono al ribasso le prospettive sugli utili delle aziende europee.

In questo contesto, gli investitori farebbero bene a prendere in considerazione l’ipotesi di sottopesare l’azionario europeo rispetto a quello degli Stati Uniti e dei paesi emergenti.

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