Austria, ecco l’auto ibrida a celle all’idrogeno e batterie

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di Gianluigi Raimondi 10 Marzo 2020 | 13:45

Il maggiore sviluppatore indipendente di sistemi di azionamento su scala globale, la austriaca AVL, ha presentato a Graz, insieme a partner come l’Università tecnologica di Graz e Magna Steyr, un veicolo visionario fra i primi del mondo, che combina la tecnologia a idrogeno e la tecnologia delle batterie, con particolare attenzione all´efficienza energetica e al risparmio dei costi. Questa tecnologia dovrebbe essere pronta per la produzione in serie fra tre o quattro anni.

L’obiettivo del progetto era sviluppare un sistema di azionamento altamente efficiente, ottimizzato in termini di costi e privo di CO²: il risultato è un veicolo alimentato a celle a combustibile all’idrogeno e a batteria. “In futuro questa tecnologia non dovrà essere necessariamente utilizzata per il traffico automobilistico, ma potrà essere una rilevante innovazione anche nel mondo dell’industria”, afferma Helmut List, Amministratore delegato di AVL: “L’idrogeno può essere il futuro per parti importanti del sistema di trasporto, in particolare per i veicoli più pesanti”.

Maggiore autonomia a costi minori

Il progetto ha dimostrato che questa forma di azionamento, rispetto alle soluzioni a batteria pura, è complessivamente più economica. Inoltre il sistema offre tempi di rifornimento più brevi e maggiore autonomia: si parla di un raggio di oltre 500 chilometri, e il tempo di rifornimento dell’idrogeno è di soli tre minuti.

L’Austria è da sempre molto attiva nel settore della mobilità avanzata, combinata con il risparmio energetico e la sostenibilità, a riprova delle condizioni ideali che le aziende innovative trovano nella Repubblica Alpina.

L’Austria è terra d’innovazione e si colloca al secondo posto in Europa tra i Paesi che maggiormente investono in R&S: la spesa totale in Ricerca rispetto al Pil è passata dall’ 1,53% (1994) all’attuale 3,19%. Le società austriache ed estere contribuiscono a circa la metà degli investimenti R&D. A loro volta, le aziende la cui casa madre non risiede in Austria contribuiscono per un ulteriore 50% del totale. Una delle ragioni di questa forte crescita è il contributo alle spese in ricerca tramite credito d’imposta, che in Austria nel 2018 è cresciuto fino al 14%.  Oggi l’Austria è tra i pochi Paesi europei che hanno superato l’obiettivo strategico, stabilito dall’UE,  del 3% d’investimento in R&S entro la fine del 2020. Con circa 2.300 domande di brevetto nel 2018, l’Austria si è inoltre piazzata al settimo posto della classifica stilata dall’Ufficio europeo dei Brevetti, superando così del 3,8% il proprio record messo a segno nel 2017. I 261 brevetti ogni milione di abitanti della Repubblica Alpina costituiscono il doppio della media dell’UE, pari a 139 brevetti. Non stupisce pertanto che l’Austria occupi il nono posto anche nella classifica mondiale dei premi Nobel per milione di abitanti, davanti a Germania (all’undicesimo posto) e Francia (al quattordicesimo posto).

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