2010, l’anno della cautela

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Avatar di Giacomo Berdini 28 Dicembre 2009 | 12:00
L’approccio di Unicredit alle stime per il 2010 si muove sul filo della prudenza. Se l’inflazione nelle economie sviluppate non rappresenta un problema, i segnali di crescita sono ancora scarsi e la forza dell’euro sul dollaro è una condizione a breve termine.

Secondo l’outlook eseguito da Unicredit sul mercato globale l’inflazione nelle economie sviluppate non dovrebbe rappresentare un problema almeno per i prossimi due anni.
Sebbene i prospetti per il 2011 non siano ancora chiari, si prevede che nel 2010 l’inflazione rimarrà benigna nel corso di una ripresa moderata, e la liquidità influirà sui prezzi con un lungo rallentamento.

Unicredit rimane comunque cauta nell’approccio all’Eurozona, perché i segni di una crescita endogena sono ancora scarsi e gli investimenti sostanziali restano fragili. Forse nel 2011 la congiuntura sarà tale da sostenere una ripresa effettiva.
Per il 2010 Unicredit stima comunque un graduale ritiro della liquidità, mentre un atteggiamento meno restrittivo potrebbe incrementare realmente la crescita del settore creditizio, affossato dalla crisi.

Per quanto concerne la congiuntura delle valute, il riemergere dell’avversione al rischio ha contenuto la forza dell’Euro e il guadagno sul dollaro americano è destinato ad avere vita breve; non appena la Fed comincerà ad alzare i tassi infatti, manovra che Unicredit prevede verrà effettuata comunque non prima del terzo quarter del 2010, la moneta Euro potrebbe perdere la posizione di forza acquisita, destinata a ridursi a misure più contenute.
 

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