Ubp: “Continuiamo a puntare sull’oro per fronteggiare i cigni neri”

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di Stefano Fossati 13 Marzo 2020 | 15:00

I prezzi dell’oro sono stati sotto pressione a fine di febbraio insieme ai mercati azionari. Alcuni analisti sostengono che ciò sia dovuto alla necessità degli investitori di chiudere alcune posizioni vincenti per pagare il margine sulle operazioni in perdita, ovvero incassare i guadagni delle posizioni in oro per coprire le margin call sulle perdite azionarie.

Ciononostante, notano gli analisti di Union Bancaire Privée (Ubp), la caratteristica di safe asset del metallo giallo è stata recuperata durante la prima settimana di marzo, con i prezzi dell’oro che hanno riportato un rally verso i 1700 dollari l’oncia (livello che non si vedeva da dicembre 2012). Nel momento in cui scriviamo, il prezzo dell’oro è tornato nell’area dei 1600 dollari l’oncia per la stessa ragione che si era verificata a fine febbraio, ovvero gli investitori stanno nuovamente incassando i precedenti guadagni dell’oro per soddisfare l’esigenza di liquidità, dato che i mercati azionari sono sotto continua pressione.

Siamo ancora positivi sull’oro soprattutto in un contesto di questo tipo e valutiamo il mercato dell’oro secondo diverse prospettive”, sottolineano da Ubp. “Sul fronte macro, le aspettative di crescita economica sono riviste al ribasso a causa dell’epidemia di coronavirus anche se speriamo che gli effetti siano transitori. Ci si aspetta che l’azione delle banche centrali abbia effetti sui rendimenti globali, migliorando così il costo opportunità di detenere oro. Inoltre, sono in gioco anche altri fattori sul versante geopolitico, tra cui la guerra sui prezzi del petrolio e le rinnovate tensioni in Medio Oriente tra Usa e Iran”.

Per quanto riguarda i flussi, gli Etf sull’oro hanno attirato nuovi flussi (+6,6% da inizio anno) fino a raggiungere il massimo storico e il posizionamento speculativo è al suo livello più alto di sempre, il che significa che gli investitori sono positivi sul sottostante. “Ciononostante – avvertono gli analisti di Ubp – rimaniamo cauti su questo fattore, in quanto il trend potrebbe invertirsi rapidamente in caso di importanti notizie più positive”.

Dal punto di vista della disponibilità fisica, continuano gli analisti, se la domanda al dettaglio proveniente principalmente dall’Asia (Cina e India) è messa in discussione dai prezzi elevati e dalla situazione locale, le banche centrali stanno perseguendo la loro strategia di diversificazione delle riserve offrendo un certo sostegno al mercato dell’oro. Sul fronte tecnico, lo slancio e il sentiment sono positivi sul prezzo dell’oro e la volatilità implicita è balzata sopra quota 20 per la prima volta dal 2013, il che è particolarmente interessante.

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