Ora vale più che mai la regola del “cash is king”

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di Gianluigi Raimondi 16 Marzo 2020 | 17:00

“L’ampiezza e l’intensità dei movimenti sui mercati finanziari mondiali è in parte paragonabile a quella del 1929 e del crollo del 1987. L’evoluzione della epidemia in USA è la chiave per capire dove sarà l’economia nei prossimi tre/sei mesi, e il livello degli utili societari”. Ad affermarlo sono gli analisti di Ruffo & Partners Financial Advisor, che di seguito dettagliano la loro view.

“Tralasciamo agli economisti la disquisizione sulla portata della eventuale recesssione prossima ventura e focalizziamo la nostra attenzione sull’azione stessa del mercato. Sarà il mer­cato a capire quale saranno i risultati delle decisioni sanitarie, politiche e monitarie che saranno assunte e a reagire di conseguenza”.

“Facendoci soccorrere dalla storia rileviamo tre bear market simili al corrente nella c.d. era moderna dei mercati. La caduta del 1980 in sette settimane è stata pari a -25,5%, il crollo del 1987, 9 settimane -37% circa, la caduta del 1998 è stata pari a -33% in 12 settimane. Nel 1980 e nel 1998 la ripresa è stata a “V, rispettivamente i nuovi massimi sono stati raggiunti in 15 settimane e in nove settimane. Nel 1987 i nuovi massimi furono toccati dopo venti settimane circa”.

Considerato l’eccesso di pessimismo presente nel mercato non è da escludere un rimbalzo (la cui durata però resta tutta da verificare nel caso, ndr).

“Per il resto, al momento, cash is king“.

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