Si riparte

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di Redazione 7 Gennaio 2010 | 07:43
Arriva l’Epifania che tutte le feste porta via: dopo un accumulo di “cultura enogastronomica” durante le feste, rimettiamoci sulla retta via, riprendiamo in mano la nostra autodisciplina (ingrediente segreto del buon trader) e dopo un lungo sospiro, tuffiamoci di nuovo nel mercato con la convinzione che il 2010 sarà un anno spettacolare.

Ci avviamo alla fine di questa prima settimana del 2010 e, almeno per quanto concerne il nostro mercato, l’inizio è decisamente accattivante. Così l’EurUsd continua imperterrito sulle montagne russe dopo che il buon Jurgen Stark (membro dell’esecutivo della BCE) ha constatato come i mercati si stiano “auto-deludendo” pensando che gli stati membri dell’UE avrebbero cercato di salvare la Grecia.

Ovviamente i problemi fiscali della Grecia avrebbero assorbito tante risorse predisposte dall’Unione Europea, con un euro in discesa e poi in risalita (montagne russe a “V”) prima e dopo la dichiarazione.

A favore di Euro troviamo invece il PMI Servizi che è risultato essenzialmente in linea con le attese (53.6), sempre sopra il livello psicologico di “50”. Se la produzione manifatturiera si manterrà pari o sopra questo livello, la fiducia nell’area euro aumenterà… ma non solo.

Il vero messaggio è più in profondità. La produzione manifatturiera indica quanta domanda c’è per quella fascia di prodotti: più domanda significa più consumi e, di conseguenza, più introiti sotto forme di imposte.  Sul fronte USA, l’evento della giornata è stato l’ADP: tipicamente un anticipatore dei NFP (non-farm payrolls, in uscita venerdì) il dato più importante sulla disoccupazione americana.

Purtroppo ultimamente la correlazione tra ADP e NFP è stato piuttosto povera, e nonostante questo il mercato sta bene attento e lo “smart-money” guarda all’ADP come un falco scruta dall’alto la sua preda. Oggi quindi giornata preparatoria, domani si balla nuovamente.

L’ADP ha stimato una riduzione di circa 84k posti lavoro in dicembre; il calo (se venisse confermato) sarebbe il più piccolo dal marzo 2008, anche se era più grande del previsto. In ogni caso, il mercato sarà sempre più sensibile a dati anche lievemente positivi sul fronte occupazione, visto che negli ultimi 2 anni l’economia più sviluppata del mondo ha sofferto circa 7.2 milioni di posti lavoro persi (dati Bloomberg).

E intanto tutti si chiedono: l’EurUsd quando uscirà dal suo range? Meglio passare al’analisi tecnica perché, di fatto, è sempre meglio fare trading su quello che vediamo piuttosto che su quello che crediamo di sapere.

EurUsd – grafico giornaliero

Passiamo alla consueta analisi dove notiamo, ancora una volta, la stabilità dell’euro e nessuna intenzione di fuoriuscire dal trading range venutosi a creare dal 17 dicembre scorso.

Se ci serviamo di un grafico giornaliero, notiamo immediatamente quanto l’area di resistenza di 1.4460-80 sia stata importante durante gli scambi dei mesi scorsi, sin da inizio da agosto. Proprio a questo livello transita una tendline praticamente orizzontale, che ha invertito il trend per ben due volte ad inizio di agosto e di ottobre.

Oramai i livelli li conosciamo tutti, attendiamo quindi la rottura di 1.4480, oppure del supporto in area 1.4250-60.

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