PEPP, il panico prende anche i politici

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di Stefano Fossati 19 Marzo 2020 | 16:35

A cura di Hendrik Tuch, Netherlands head of Fixed income di Aegon AM

Ieri mattina il signor Robert Holzmann, capo della banca centrale austriaca, ha detto a un giornale locale che di base la Banca Centrale Europea aveva terminato le opzioni disponibili e che era compito dei governi sistemare quanto scatenato dal coronavirus. Due ore dopo (e 50 punti base in più sullo spread dei titoli di stato italiani), la Bce ha comunicato l’avvio del PEPP – Pandemic Emergency Purchase Program (Programma di acquisto di emergenza pandemica), promettendo l’acquisto di asset per 750 miliardi nei prossimi 10 mesi e sottolineando la volontà di fare tutto ciò che servirà per assicurare che il meccanismo di trasmissione della politica economica continui a funzionare.

La velocità con la quale si è passati dal gettare l’asciugamano alla pianificazione di un’espansione del bilancio leva il fiato e mostra l’impegno di dare risposte sempre più forti per supportare i mercati finanziari. E come direbbe il team di strategia di Merrill: i mercati smettono di avere paura quando sono le autorità ad andare nel panico.

Questa è la settimana delle forti oscillazioni del mercato e questo continuerà mentre le banche centrali combattono con i mercati per far vedere chi ha davvero il controllo. Stamattina gli spread italiani si sono contratti 100 punti base, e parte di questo trend probabilmente proseguirà durante la giornata.

La banca centrale australiana ha annunciato nuove misure per sostenere il proprio mercato obbligazionario dopo che il rendimento del decennale australiano è aumentato di 125 punti base questa mattina. Spesso gli investitori hanno privilegiato una posizione lunga sui titoli di stato australiani, considerandola una proxy all’indebolimento della crescita cinese. Adesso però il mercato globale dei titoli di stato è in preda al panico e la liquidazione in corso deve essere fermata da azioni simili a quelle messe in campo dalla Bce.

Ci aspettiamo che la Fed si unisca alla festa e annunci presto un’aggiunta di mille miliardi al programma di acquisto. Mi sarebbe piaciuto assistere a risposte più coordinate, ma almeno il virus Qe si sta diffondendo tra le banche centrali più velocemente del coronavirus stesso. Nel tempo questo aiuterà a calmare il mercato del debito, il che sarà chiave per stabilizzare l’azionario. I volumi di stimolo fiscale e monetario che stiamo vedendo non hanno precedenti. Io darei un altro significato all’acronimo PEPP: Panick Even Pursues Policy People (il panico rincorre anche i politici).

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