Svizzera, Bns: “Nuove misure se necessario”

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di Gianluigi Raimondi 20 Marzo 2020 | 12:00

La Banca nazionale svizzera (BNS) prenderà delle misure per garantire la liquidità nei mercati “se necessario”, come riportato dal sito web della Rsi, precisando di voler evitare “surriscaldamenti” in questo periodo di pandemia. Il titolo Bns al momento sta segnando un rialzo del +2,75 sul listino di Zurigo.

Contestualmente l’istituto centrale elvetico ha fatto sapere che manterrà invariata la sua politica monetaria, lasciando fermo al -0,75% il suo tasso guida, confermando anche gli interessi negativi allo 0,75%, sui “conti giro” presso la BNS.

L’istituto prevede inoltre una crescita negativa per l’anno in corso, a causa delle pesanti conseguenze economiche del coronavirus. Secondo la Banca Nazionale, è probabile che nel 2020 la crescita del PIL svizzero sarà negativa, mentre a dicembre prevedeva un +1,5%-2%. Tuttavia, tiene a precisare la Bns, “un eventuale ritorno alla normalità dalla seconda metà dell’anno potrebbe portare a una forte crescita nel 2021“.

Nel frattempo, anche la Segreteria di Stato dell’economia (SECO) prevede che l’economia svizzera cadrà in recessione quest’anno. Sotto l’effetto della crisi del coronavirus, il prodotto interno lordo dovrebbe contrarsi dell’1,3%, ha indicato l’organismo bernese, confermando quanto annunciato anche dalla Banca nazionale svizzera giovedì, che ha parlato di crescita negativa per il 2020.

In aggiunta, nel mentre, le esportazioni svizzere sono risultate in forte calo a febbraio, attestandosi a 18,6 miliardi di franchi e scendendo nominalmente del 5,0% rispetto al mese prima. A pesare è stata la contrazione del settore chimico-farmaceutico (-7%, 671 milioni in meno) e di quello orologiero (-12%, 224 milioni in meno).

Le importazioni si sono da parte loro ridotte dell’1,4% a 16,6 miliardi, indica l’Amministrazione federale delle dogane (AFD) in un comunicato diffuso giovedì. In termini reali – ossia con i valori corretti in base all’evoluzione dei prezzi – si è assistito rispettivamente ad una flessione del 3,3% (export) e dello 0,1% (import). La bilancia commerciale mostra un’eccedenza di 2,0 miliardi.

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