Misurando stop improvvisi: coronavirus vs. fallimento Lehman Brothers

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Avatar di Stefano Fossati 20 Marzo 2020 | 18:30

Da più parti la crisi provocata dalla pandemia di cronavirus sui mercati finanziari (e sull’economia reale) è stata paragonata a quella seguita al fallimento di Lehman Brothers nel 2008. Per portare il paragone sul piano dei numeri Michael Metcalfe, responsabile globale Macro Strategy di State Street Global Markets, ha messo a confronto le metriche sull’inflazione in tempo reale con quelle dell’improvviso stop di 12 anni fa.

“I movimenti drammatici dei mercati finanziari e le recenti risposte dei policy-maker stanno generando diversi confronti con la crisi finanziaria del 2008. Tuttavia, il confronto con il 2020 è lungi dall’essere perfetto. Dopo il crollo di Lehman, si è verificato un crollo quasi immediato del retailer pricing power. Per il momento, il comportamento dei rivenditori online che fanno parte della nostra serie PriceStats riferita agli Stati Uniti mostra che i prezzi dei prodotti alimentari sono in aumento e che la carenza di beni in diversi paesi potrebbe esercitare un’ulteriore pressione al rialzo. Può anche darsi che, in caso di chiusura dei negozi, ci sia un minore stimolo alla riduzione immediata dei prezzi. Ciò detto, uno dei primi indicatori dell’improvviso stop dell’attività degli Stati Uniti a seguito del fallimento di Lehman, cioè un crollo dell’inflazione online, per ora rimane assente“.

 

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