Correlazioni in lento ripristino. Il peggio è alle spalle?

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di Gianluigi Raimondi 24 Marzo 2020 | 09:30

Se il buongiorno si vede dal mattino, a Piazza Affari nella seduta odierna il Toro potrebbe tornare a dar qualche segnale di vita, benchè la strada da recuperare rispetto all’impetuosa corsa dell’Orso resti d’una distanza astrale. Il Fib, il future sull’indice Ftse Mib ha infatti aperto le contrattazioni in rialzo di oltre il 4% e ora segna un rialzo di oltre il 6%.

L’indice della paura

Certo, il pericolo che si possa assistere all’ennesimo rimbalzo del “gatto morto” è elevato, data l’ancora alta volatilità dell’azionario, a comunciare da quello Usa dove il cosidetto indice della paura Vix (calcolato sulle opzioni call e put legate all’S&P 500) è sceso del 5% a ridosso di quota 58 (livello comunque ancora di estremo pericolo).

Il QE infinito

Merito, forse, dei primi effetti (ieri negativi) della Fed, che se prima aveva usato un bazooka ora ha fatto ricorsa a una bomba atomica con il QE “infinito”.
E’ evidente quindi la determinazione assoluta del FOMC a garantire la liquidità sul mercato, a supportare il finanziamento dello stimolo fiscale che verrà erogato, e a sostenere il credito in tutte le sue forme per evitare che Coronavirus e Petrolio diano il via ad un ondata di default e insolvenze.

Si ha però il sentore di svolte preoccupanti alla Casa Bianca

Trump ha twittato stanotte che “il rimedio non può essere peggio del male” e che quindi al termine delle due settimane di blocco si deciderà che direzione prendere. Il sospetto è che Trump tema che le misure contenitive lo porteranno alle presidenziali con l’economia in ginocchio, e voglia giocarsi il tutto per tutto: riaprire, sperando che i contagi restino controllabili, per arrivare con una ripresa in autunno. Il problema è che se il calcolo si rivela sbagliato, oltre a un economia in ginocchio si potrebbe avere un elevato costo di vite umane.

Segnali incoraggianti dalle correlazioni tra asset class

Un caratteristica della scorsa seduta, accentuata dalla mossa FED, è che le correlazioni classiche tra gli asset si sono un po’ ripristinate. I rendimenti dei bonds sono calati, l’oro ha messo a segno un poderoso balzo, il dollaro è moderatamente calato. Si può trattare di segnali che, complici le varie misure, la liquidazione selvaggia possa volgere al termine.       G.R.

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