Breakout

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di Redazione 12 Gennaio 2010 | 08:43
L’Euro ha finalmente rotto il range in cui era compreso (range che peraltro va da 1,4250 a 1,4500) nelle passate due settimane.

Il break out è stato anche abbastanza irruento, facendo vedere un rialzo che non vedevamo da fine novembre.

I dati economici probabilmente non sono stati i fautori di questa rottura – anche se la produzione industriale francese è uscito al doppio di quanto era atteso.

Dunque non ci sono stati dati in grado di muovere significativamente il mercato, tranne il buon Trichet che era ad un incontro in Svizzera.

Essendo fuori dalla sede ufficiale dei suoi mansioni, il numero uno di Francoforte si è sbilanciato con commenti oltremodo ottimistici sul futuro dell’economia (in effetti ci chiediamo se fosse o meno la medesima persona che d’innanzi all’inquisizione dei giornalisti nelle riunioni ufficiali rimane ancorato alla neutralità).

Parlando degli elvetici, ultimamente molti si chiedono perché l’EurChf è al di sotto della “barriera” instaurata dalla SNB. In teoria la SNB aveva un accordo tacito di impedire discese sotto 1,5000. In realtà questo generava forse troppe scommesse da parte degli investitori, e dunque la SNB ora pare aver ridimensionato il corridoio.

Probabilmente il nuovo livello di guardia sarà attorno a 1,4600. In mezzo alla poca volatilità di ieri e alla generale staticità di questa mattina, emerge un feeling di incertezza. Il mercato non pensa che il recupero del Dollaro si fermi qui; i Payrolls sono ancora negativi, ma in miglioramento rispetto a mesi fa, quando si perdevano 500k posti lavoro al mese.

Quindi c’è un deciso interesse verso le attività statunitensi, nonostante la generale titubanza allo sbilancio.

Confidiamo che il Beige Book e i dati di questa settimana sapranno dare agli investitori un quadro più pulito con cui lavorare. Infine non dimentichiamoci la stagione degli utili che si sta riaprendo: giovedì arrivano Alcoa e Intel, mentre la JPMorgan arriva venerdi. In mezzo a questa indecisione generale, un suggerimento potrebbe essere l’ingresso a scaglioni nel mercato: entrare con posizioni prima piccole, per tollerare un minimo di volatilità prima che si prenda la direzione, e poi entrare gradualmente al confermarsi dei propri segnali.

EurChf – Grafico Giornaliero

A livello tecnico, l’EurUsd langue in mezzo a questi volumi ridotti.  Il break out c’è stato, siamo ancora nel re-test della parte alta del range e il supporto 1,4500  è diventato veramente importante. In generale comunque c’è poca forza sopra.

Passando a GbpJpy, dobbiamo attendere una rottura sopra 148,75 per aprire la strada fino a 149 e forse fino al doppio top che so vede chiaramente a 149,50. Anche qui, moltissima incertezza anche se il mercato è posizionato leggermente short (un invito a cercare opportunità in acquisto quindi).

Il UsdJpy sta lottando per superare indenne l’area 92,00-92,20 e tendenzialmente la debolezza dello yen si fa sentire anche contro Euro.
Più interessanti UsdChf e UsdCad dove c’è una notevole quantità di investitori con posizioni lunghe – che di solito segnala la direzione contraria del mercato.

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