Outlook secondo trimestre, Nordea: la crisi è solo agli inizi

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Avatar di Stefano Fossati 1 Aprile 2020 | 19:00

A cura di Sébastien Galy, Senior Macro Strategist di Nordea AM

L’economia globale sta entrando nel cuore della tempesta e gli investitori devono aspettarsi un momento molto difficile prima che le cose migliorino nella seconda metà dell’anno, con la ripresa dell’economia cinese. Prevediamo che l’economia globale entri in una recessione evidente nel secondo trimestre per uscirne alla fine dell’anno. Le prospettive per il secondo trimestre sono difficili, in quanto stiamo attraversando una crisi che non si è mai vista sin dalla Seconda guerra mondiale.

Il Covid-19 si è diffuso dalla Cina al resto del mondo, e le autorità stanno facendo del loro meglio per contenerlo adottando misure drastiche, come ad esempio il coprifuoco forzato. In alcuni paesi, come l’Italia, il sistema sanitario è in difficoltà. Con la chiusura della maggior parte dei negozi, le aziende che hanno un modello di business tradizionale stanno subendo un colpo molto duro, così come le fabbriche; mentre il settore dei servizi, molto più esteso, può lavorare in gran parte da casa. I consumatori ora ordinano da casa anche quando non lo avevano mai fatto prima.

Di fronte a questo shock, ci aspettiamo che molte aziende licenzino parzialmente o totalmente la loro manodopera, determinando un forte aumento della disoccupazione dall’Europa agli Stati Uniti. Tutto ciò, combinato con un prezzo del petrolio molto più basso, determina una forte pressione deflazionistica, in particolare negli Stati Uniti dove alcuni settori come l’IT hanno margini di profitto molto elevati.

Di conseguenza molte banche centrali, dalla Fed alla Bce, saranno in grado di mantenere un orientamento di politica monetaria molto accomodante, data la situazione stagnante. Ciò significa che il quantitative easing e il credit easing saranno probabilmente amplificati nei prossimi trimestri. In particolare, ci aspettiamo che la Fed e la Bce agiscano come intermediari del credito per le società piccole e molto piccole, condividendo il rischio con le banche, come ha appena fatto la Fed. Così facendo, l’economia, favorita anche da politiche fiscali più espansive, si stabilizzerà in una grave recessione; ma via via che il virus scomparirà grazie alle misure restrittive, dovremmo assistere a una graduale ripresa della crescita, trainata dalla Cina.

In primo luogo, la domanda dei consumatori dovrebbe risollevarsi dopo settimane di confinamento, seguita dalla consapevolezza che ci aspettano ancora tempi difficili. Le banche delle economie sviluppate sono entrate in questa crisi con basi solide; in particolare le banche nordiche che rappresentano dei rifugi sicuri.

E’ solo l’inizio di una crisi storica

Il secondo trimestre dovrebbe essere molto difficile, ma le cose dovrebbero migliorare sempre di più man mano che ci avviciniamo alla fine dell’anno. Di fronte a tale contesto, è probabile che le soluzioni a reddito fisso e a reddito fisso flessibile svolgano un ruolo significativo nell’asset allocation come rifugi sicuri e strumenti in grado di fornire profili di rischio/rendimento migliori. In questo momento è improbabile che la duration possa essere di grande aiuto, mentre l’assunzione di credito investment grade potrebbe servire.

Da molto tempo siamo sostenitori del mercato dei covered bond, visto il suo profilo ultra-sicuro, che continua ad essere sostenuto dagli acquisti della Bce. Gli investitori devono tenere a mente che, in un’epoca di elevata volatilità, la capacità dei gestori di portafoglio svolge un ruolo importante in quanto sono in grado di gestire la crisi. Un esempio tipico sono i fondi obbligazionari dei mercati emergenti, che hanno registrato performance molto diverse durante la crisi a seconda del gestore del portafoglio. Le soluzioni flessibili sono un altro strumento efficace per stabilizzare un portafoglio in un mercato volatile.

Siamo agli inizi di una crisi storica. Quando gli elevati livelli di paura inizieranno a ridursi, la volatilità dei mercati azionari dovrebbe diminuire, portando probabilmente qualche rialzo mentre il mercato punta su vari pacchetti di salvataggio. In un contesto così volatile, preferiamo gli immobili quotati e le infrastrutture quotate, che offrono un profilo resiliente al ribasso pur potendo partecipare ai rialzi.

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