Mercati: guardare lontano e non cercare i minimi

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di Stefano Fossati 3 Aprile 2020 | 14:00

“La parola chiave nell’attuale contesto di mercato è volatilità. Dall’inizio della crisi causata da Covid-19, abbiamo osservato significativi cali di mercato e notevoli movimenti al rialzo, dovuti principalmente all’annuncio di stimoli politici. Per gli investitori attivi, questi sviluppi attuali del mercato possono offrire l’opportunità di costruire ed espandere singole posizioni a prezzi interessanti“. E’ l’analisi di Julie Dickson, Investment Director di Capital Group.

“Sul fronte obbligazionario – continua Dickson – si possono individuare opportunità interessanti, ad esempio nel settore sanitario, mentre sul lato azionario particolare attenzione andrebbe prestata a quei settori attualmente sottovalutati, come ad esempio i titoli legati ai consumi che stanno attraversando un momento negativo a causa dello shock della domanda. Dall’altro lato, individuiamo dei rischi nel settore dell’energia, ad esempio, dove una conseguenza della crisi potrebbe essere il taglio dei dividendi. Uno sguardo critico e ravvicinato alle strategie delle singole società sul fronte dei dividendi è quindi fondamentale”.

Mentre vaste parti del mondo sono ancora al centro della tempesta causata dalla pandemia, la Cina può offrire un primo sguardo al periodo post-crisi in questa fase di incertezza. “Dopo che le misure adottate contro Covid-19 hanno mostrato i loro effetti, i mercati sono stati in grado di riprendersi e stabilizzarsi in modo significativo. Questo sviluppo dimostra che non appena le notizie positive supereranno quelle negative e il numero dei contagi diminuirà, anche i mercati si riprenderanno”, spiega l’esperta di Capital Group.

Da una prospettiva globale, tuttavia, ci saranno ancora molte notizie negative e la volatilità continuerà. “Al momento non è possibile fare previsioni valide su come si svilupperanno le cifre relative alle infezioni. In qualità di investitori a lungo termine, è quindi importante evitare di concentrarsi sui movimenti di breve termine e sul fatto che i mercati abbiano raggiunto o meno un punto di minimo a seguito dei recenti sviluppi. È fondamentale invece ragionare in un’ottica a cinque o a dieci anni e focalizzarsi su come si svilupperanno i mercati una volta superata la crisi”, conclude Dickson.

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