2010: nuova corsa dell’equity

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Matteo Chiamenti di Matteo Chiamenti 13 Gennaio 2010 | 14:00
L’outlook di ING per il 2010 ci avverte dei rischi del mercato: non c’è nessuna certezza e quest’anno rimarrà contraddistinto da forti dicotomie. Non saranno 12 mesi poi tanto facili.

Secondo le loro aspettative, il 2010 sarà un buon anno per i mercati azionari, in particolare il primo semestre. La seconda metà dell’anno potrebbe invece rivelarsi più difficoltosa, soprattutto se gli investitori dovessero cominciare ad anticipare il rialzo dei tassi di interesse da parte delle banche centrali occidentali o a temere, delusi dalla forza della ripresa, un trend a W.
Sempre secondo il consensus, i mercati emergenti continueranno a sovraperformare quelli sviluppati e i bond governativi offriranno rendimenti molto bassi, al massimo a una cifra. In base alle previsioni sui profitti (+25%) e alle valutazioni ancora ragionevoli delle azioni, queste aspettative appaiono sensate, soprattutto se si guarda all’immediato futuro.

In un’ottica di più lungo termine, però, c’è solo una certezza: se nel 2009 il dibattito era incentrato sul timing della ripresa, il 2010 sarà l’anno delle “dicotomie”: questo è il parere di ING. Quest’anno assisteremo a una ripresa sostenuta o la cautela dei consumatori porterà a una fase di rialzo a W? Le banche centrali daranno fine alle politiche monetarie ultra espansive o finanzieranno nuove bolle? Le condizioni di credito delle banche rimarranno rigide o si normalizzeranno velocemente?
Nessuno può rispondere con certezza a queste domande.
In ogni caso, la dicotomia più grande potrebbe verificarsi nello scontro tra forze cicliche e strutturali. L’attuale ripresa ciclica va certamente inserita nel contesto dei trend strutturali sottostanti: il dominio crescente dei mercati emergenti, l’invecchiamento della popolazione nei mercati sviluppati e la rapida digitalizzazione della nostra società. Se il primo trend è inflazionistico, gli altri due sono deflazionistici.
Dopotutto, i consumatori più vecchi non hanno più grosse necessità di spesa (possiedono già una casa e un’auto) e lo shopping online offre una perfetta trasparenza dei prezzi grazie alla possibilità di accedere alle offerte più convenienti con un semplice click. Non è una coincidenza se i rendimenti dei bond governativi con scadenze lunghe rimangono ostinatamente bassi, contraddicendo tutti i dibattiti sulla ripresa economica e sull’inflazione imminente. Il 2010, quindi, potrebbe non rivelarsi un anno poi così facile.

Secondo ING gli investitori dovrebbero affrontare questi problemi prima di tutto non scommettendo solo su un unico risultato. Per il momento, le azioni sembrano senz’altro l’asset class più promettente, ma meglio non trascurare del tutto le prospettive dei bond.
In secondo luogo, all’interno del mercato azionario, potrebbe essere il momento di comprare i “perdenti” del decennio passato: i titoli tecnologici. Lo shopping online sta crescendo in maniera esplosiva, sempre più applicazioni sono fatte per il cellulare e il mondo avrà bisogno di una quantità incredibile di schermi piatti e spazio per l’archiviazione di dati. Inoltre, questo settore è preparato più di ogni altro ad affrontare la pressione dei prezzi, dato che è da sempre un segmento stretto tra spinte deflazionistiche. Gli investitori dovrebbero anche considerare gli operatori delle telecomunicazioni e gradualmente ritornare su azioni e bond delle large cap, che adesso sono valutati in maniera più attraente.

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