Real Estate- In Europa, il 20% in più di investimenti

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di Redazione 13 Gennaio 2010 | 14:45
Liquidità più alta per i mercato continentali ma investitori più attenti e alla ricerca di investimenti remunerativi. E’ questa la fotografia del mercato immobiliare di Jones Lang LaSalle.

Ancora un anno difficile. Per Jones Lang LaSalle il 2010 non sarà un anno facile per gli investitori attivi nel settore immobiliare alla ricerca di investimenti. E’ questo quanto emerge dal nuovo rapporto pubblicato dalla società di consulenza e intitolato: Capital Markets Outlook 2010 – Uneven Terrain.

Chris Staveley, direttore european capital markets di Jones Lang LaSalle, ha detto: “Nel 2010 in Europa il volume degli investimenti rimarrà basso, confrontato con le tendenze di lungo periodo; tuttavia, prevediamo un aumento fino al 20% rispetto al 2009, riportandoci ai livelli del 2002 di circa

85 miliardi. Nonostante i mercati degli utilizzatori siano rimasti deboli, riteniamo che rimangano tali anche quest’anno, vedremo una quota crescente di capitali interessata al settore immobiliare. L’obiettivo principale di questi capitali rimarrà concentrato su immobili prime, solidamente locati. A causa della mancanza di opportunità adeguate, potremo assistere ad una spinta verso il basso dei rendimenti dei prodotti prime, come è successo nel Regno Unito nella seconda metà del 2009».


Per Nigel Roberts, chaiman european research a Jones Lang LaSalle, ha aggiunto: «Nel 2010 i mercati più grandi, Francia e Germania, mostreranno livelli di liquidità più alti che nel 2009; tuttavia, gli investitori saranno molto attenti nel cercare buoni affari e, dato che i prezzi a Londra ed in altri mercati

d’investimento primario diventano troppo competitivi per alcuni investitori in questa fase del ciclo, i capitali cominceranno a muoversi in tutta l’Europa. Probabili beneficiari di questa situazione saranno i paesi del Nord e del Centro Europa, dove mercati specifici possono offrire prodotti prime con

fondamenti di mercato in continuo miglioramento».

Infatti secondo lo studio nel 2010 si prevede un aumento del 15%, rispetto al 2009, del volume complessivo delle locazioni (nel 2009 è stato il 30% in meno rispetto al 2008), sebbene nei prossimi cinque anni sia improbabile che l’assorbimento si porti almeno sui livelli medi storici.E la società prevede anche che nel 2010 i canoni degli uffici prime saranno inferiori di circa il 3% a livello generale, ma la lenta ripresa della domanda e le limitazioni dell’offerta creeranno le basi per una diffusa anche se contenuta crescita del mercato degli affitti nel 2011.

Faranno eccezione a questa tendenza i mercati che hanno visto maggiori variazioni durante la crisi, alcuni dei quali potrebbero vedere un rialzo più significativo dovuto alla scarsità dell’offerta. Certo è anche vero che le banche oggi hanno maggiore chiarezza sulla propria strategia immobiliare rispetto all’inizio del 2009, e questa situazione migliorerà senz’altro nel 2010. Sebbene questo processo sia già iniziato, si prevede che nel 2010 sarà maggiore il flusso di beni controllati dalle banche offerti sui mercati di tutta Europa.

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