Coronavirus, il lockdown costa all’Italia 47 miliardi di euro al mese

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Massimiliano Carrà di Massimiliano Carrà 9 Aprile 2020 | 11:45

Il lockdown dettato dall’emergenza sanitaria ed economica del coronavirus costa all’Italia circa 47 miliardi di euro al mese, ossia il 3,1% del PIL italiano. A renderlo noto è la Svimez, l’associazione per lo sviluppo dell’Industria nel Mezzogiorno.

Questa stima, tra l’altro, arriva dopo l’appello di ieri lanciato dalle imprese del Nord Italia, precisamente Confindustria Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Piemonte, che hanno chiesto al governo italiano di poter riaprire le aziende, seguendo ovviamente tutte le indicazioni sanitarie.

Oltre ad aver calcolato quanto costa economicamente all’Italia il lockdown dettato dal coronavirus, la Svimez ha anche calcolato che al momento è come se il motore italiano fosse accesso solo a metà. Secondo i calcoli, infatti, il 50% degli impianti italiani è al momento fermo.

Al Centro-Nord la perdita più importante: 37 miliardi di euro

Nel suo calcolo di quanto costa all’Italia il lockdown dovuto a causa del Covid-19, la Svimez ha anche esaminato nel dettaglio quale è l’area più colpita del Belpaese: il Centro-Nord. Essa, infatti, avrebbe “perso” 37 dei 47 miliardi di euro totali. 

Si tratta di 788 euro pro capite al mese nella media italiana: 951 euro al Centronord contro 473 euro al Sud. Considerate queste cifre, secondo Svimez il PIL italiano nel 2020 rischia di andare incontro a una flessione dell’8,4%: -8,5% nel Centro-Nord, -7,9% nel Sud. 

Proprio il Mezzogiorno, secondo l’associazione è l’area del Paese che rischia di più, perché sconta inevitabilmente la precedente lunga crisi, prima recessiva, poi di sostanziale stagnazione, dalla quale non è mai riuscito a uscire del tutto.  

Quanti lavoratori autonomi sono “fermi” al momento?

Dopo aver calcolato i costi economici dello stop dettato dalla quarantena forzata per il coronavirus, la Svimez in ultima battuta si è anche soffermata su quanti sono al momento 2,5 milioni di lavoratori autonomi sono praticamente fermi: 1,2 milioni al Nord, oltre 500 mila al centro e quasi 800mila al Sud. 

Secondo l’associazione, si tratta in larga parte di autonomi e partite iva: oltre 2,1 milioni: 1 milione al Nord, oltre 400 mila al Centro e quasi 700mila nel Mezzogiorno. Le perdite di fatturato e reddito lordo operativo di autonomi e partite iva sono piuttosto uniformi a livello territoriale.

Nel dettaglio, a causa del Covid-19 la perdita di fatturato in Italia si attesta a oltre 25,2 miliardi di euro: 12,6 al Nord, 5,2 al Centro e 7,7 al Sud. La perdita di fatturato per mese di inattività ammonta a 12 mila euro per autonomo o partita iva, con una perdita di reddito lordo di circa 2mila euro, 1.900 e 1.800 per mese di lockdown rispettivamente nelle tre macroaree.

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