Bnp Paribas chiude con la finanza islamica in Italia

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Biagio Campo di Biagio Campo 15 Gennaio 2010 | 11:15
Da lunedì 28 dicembre 2009, il fondo comune di investimento di diritto lussemburghese Bnp Paribas Islamic Fund, non è più autorizzato alla commercializzazione in Italia, questo il comunicato del gruppo francese che precisa…

…“la decisione non è frutto di un disimpegno da parte di Bnp Paribas Investment Partners su quest’area di offerta nella quale crediamo, tuttavia abbiamo ritenuto di rivedere la nostra strategia commerciale per il mercato italiano attendendo che si sviluppi maggiormente la domanda, alla quale potremo in futuro rispondere con un approccio più strutturato”.
Il fondo investe principalmente in 30 azioni selezionate dai titoli componenti il Dow Jones Islamic Market Titans 100 index, costituito da 100 società a larga capitalizzazione, la cui attività è conforme alla Sharia, ovvero ai precetti del corano, che vieta la richiesta di interessi, obbliga ad una partecipazione dei rischi e dei profitti tra creditore e debitore, e richiede che le transazioni finanziarie si fondino su di un attivo reale, una caratteristica che esclude quindi l’utilizzo di prodotti derivati.
Il rendimento del fondo, a partire dal lancio avvenuto nel 2006, è stato costantemente superiore al benchmark identificato nel Dow Jones Islamic Market Titans 100 index, rappresentando un’ottima fonte di diversificazione, per la possibilità di accedere a settori di mercato non aperti al mondo occidentale; basti pensare che in nazioni quali Iran, Pakistan e Sudan, il settore finanziario è completamente conforme alla Sharia, mentre in nazioni più aperte come quelle del golfo persico e la Malesia, la percentuale del sistema finanziario, che segue la legge islamica, si attesta rispettivamente al 9 ed al 7 per cento.
Il fatto che la finanza islamica sia in grande crescita a livello mondiale, con le stime che parlano di un giro d’affari compreso tra i 1.800 ed 2.800 miliardi di dollari nel 2015, mentre in Italia, l’unico fondo disponibile, è stato deregistrato, è senza dubbio un segnale negativo. La decisione di Bnp Paribas non è legata ai recenti problemi di Dubai World, ma è frutto di un freddo riscontro da parte del pubblico retail italiano, che ha dimostrato ancora una volta una scarsa cultura finanziaria, contraddistinta da un forte provincialismo, che permette ai gestori di scarso livello di rimanere sul mercato e di non sradicare il legame tra società prodotto e canale distributivo.
Da parte di Bnp Paribas Investment Partners ci si sarebbe potuti aspettare una migliore promozione del fondo, ancora oggi sconosciuto a molti, tuttavia la sensazione è che in Italia il tema della finanza islamica venga visto, ancora oggi, con diffidenza.

L’articolo completo lo puoi trovare su Soldi,
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