Volatilità, Robeco: tre fattori chiave per la generazione di alfa

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di Stefano Fossati 16 Aprile 2020 | 15:00

A cura di Pim van Vliet, Head of Conservative Equities di Robeco

Nell’attuale contesto, dominato dal sell-off nei mercati a causa della dilagante pandemia, gli investitori devono mantenere la calma e attenersi al processo e alla filosofia di investimento prestabiliti. Può essere d’aiuto analizzare l’attuale crisi collocandola in una prospettiva storica. Diversi analisti operano un raffronto con l’influenza spagnola del 1918. A nostro avviso, tuttavia, questo paragone non funziona in quanto allora la fine della Grande Guerra ha indotto una ripresa dei mercati. Un confronto migliore sarebbe con il panico registrato nel 1873, nel 1987 o nel 2008.

Se i sell-off sono molto difficili da anticipare, la reazione umana di fronte a notizie di questo tipo è, in un certo senso, prevedibile. Anche in questo caso è stato così: da un lato, il rischio legato al coronavirus è stato inizialmente sottovalutato e il pubblico non è riuscito a modificare le proprie opinioni quando la notizia ha iniziato a diffondersi. Ed è per questo che fattori come i trend funzionano, essi beneficiano di questa ridotta reazione.

Un altro effetto comportamentale è invece la tendenza a reagire in modo eccessivo sul lungo periodo. Su un orizzonte di medio termine, la percezione è quella di trovarsi di fronte a quella che può sembrare “la fine del mondo”, mentre invece presto o tardi la situazione ricomincia a migliorare. Ed è per questo che un fattore come il value funziona.

Infine, le persone tendono a pagare un premio eccessivo per il rischio e a sottovalutarlo, soprattutto durante i mercati rialzisti. In questo contesto funziona il fattore del low risk.

Per gli investitori value non è un periodo positivo. Se si guarda all’attuale sell-off, questo genere di investimenti appare nuovamente debole, ma dobbiamo ricordare che lo era anche in precedenza.

Invece, il momentum è un fattore migliore: è andato abbastanza bene l’anno scorso e anche in apertura di anno. Anche il low risk sta rispettando le aspettative. In modo particolare nei mercati che sono scesi di più, come l’Europa. Nei mercati emergenti, il low risk e il value si sono mostrati deboli contrariamente al momentum che ha contribuito a ridurre le perdite accusate dal value.

Adottiamo strategie quantitative anche nel reddito fisso, dove si ritrova lo stesso modello: i trend performano abbastanza bene, mentre il value e specialmente il low risk sono di supporto. Oggi siamo di fronte a un quadro misto e la performance è sfidante, ma è in linea con le simulazioni a lungo termine e siamo abbastanza fiduciosi che questo mix di fattori funzionerà nelle prossime settimane.

Le correlazioni tendono a uno durante un sell-off, soprattutto durante la fase di panico caratterizzata da vendite indiscriminate, in cui tutti i titoli azionari vengono scaricati. Come è accaduto l’ultimo giorno di febbraio – ribattezzato Freaky Friday – e anche durante il Black Thursday, con crolli in doppia cifra sia tra titoli a bassa che ad alta volatilità.

Tuttavia, durante un mercato ribassista – che, si sa, ha una durata maggiore di una giornata – la ripresa segue i suoi modelli e si nota come i titoli a bassa volatilità mantengano le aspettative.
In passato abbiamo studiato il rischio di coda dei titoli a bassa volatilità e abbiamo visto come durante una crisi i beta salgano fino a 0,9. La riduzione del rischio è inferiore alla media di lungo termine di circa il 20-25%. Inoltre, in questo studio su dati di lungo periodo, osserviamo come dopo un momento di panico si presenti una ripresa.

Quindi, nel medio termine, le azioni a bassa volatilità offrono protezione. Le correlazioni tendono a uno, pesando sui titoli a bassa volatilità, ma ciò è in linea con le aspettative e con eventi così estremi.

Attualmente stiamo assistendo a un massiccio stimolo fiscale e monetario, che tendenzialmente ha effetti positivi più per le azioni che per le obbligazioni. Se ritorniamo al concetto di scarsa ed eccessiva reazione, oggi siamo in uno scenario di scarsa reazione tale per cui il trend si sta muovendo relativamente bene. Ma ci aspettiamo che arriverà il punto in cui toccheremo il fondo e, dunque, sperimenteremo un modello di reazione eccessiva: ecco il momento in cui il value inizia a performare. Peraltro, questo fattore è stato molto discusso: in tanti dubitano del suo valore. Tuttavia, osserviamo che durante le riprese, quando la gente reagisce con esagerazione, il value inizia a performare.

Da parte nostra, agiamo sempre in modalità multi-factor integrated, ciò significa che siamo posizionati per trarre profitto dalla interazione dei diversi fattori. Siamo convinti che la combinazione di low risk, value e momentum generi il miglior alfa per i nostri clienti, così da trarre profitto dalle reazioni umane a questo comportamento del mercato.

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