Ftse Mib: si naviga ancora a vista. Le big cap sotto i riflettori

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di Gianluigi Raimondi 16 Aprile 2020 | 15:30

Intervista di Davide Pantaleo (TrendOnline) a Gianluigi Raimondi, analista tecnico e fondatore di FinanzaOperativa.com del 10 aprile 2020

Il Ftse Mib è stato respinto al ribasso dalla resistenza dei 17.800/18.000 punti da le indicata la scorsa settimana. Quali i possibili scenari ora?

Per il Ftse Mib nel breve periodo mi conforta la tenuta della media mobile a 16.665 punti e questo potrebbe favorire un recupero verso quota 17.875 punti prima e in seguito in direzione dei 18.300 punti, senza escludere ulteriori estensioni rialziste oltre la soglia dei 19.000 punti. Se al contrario il Ftse Mib dovesse violare al ribasso i 16.665 punti, si assisterà ad un test del successivo supporto di breve a 16.330 punti.

Negativo sarà un abbandono di quest’ultimo livello, visto che in tal caso il Ftse Mib potrebbe andare a toccare nuovamente i minimi di metà marzo ad un passo da quota 14.000 e poi disegnare in ottica di medio termine un’altra gamba ribassista. Uno scenario quest’ultimo che mi aspetto nel medio periodo, anche se nel breve sono positivo a Piazza Affari fermo restando che a mio avviso sarà cruciale la discussione dell’Eurogruppo in agenda il 23 aprile.

Ubi Banca oggi vanta la migliore performance tra i bancari, mentre Banco BPM si muove con più cautela. Quali indicazioni ci può fornire per entrambi?

Ubi Banca si sta muovendo sostanzialmente in trading range, con baricentro di oscillazione dei corsi intorno a quota 2,4 euro. Operativamente si potrebbero tentare degli acquisti di breve termine al raggiungimento del supporto statico in area 2,3 euro, con obiettivo al resistenza in area 2,6 euro, limite superiore del movimento laterale in atto.

Banco BPM sta testando i minimi di marzo in area 1,10 euro e di solito quanto si testano i minimi questi vengono violati. Sono molto scettico su Banco BPM che potrebbe rompere quindi i suoi minimi storici e spingersi verso quota 1,05 euro prima e in seguito scivolare sotto area 1 euro. Solo l’eventuale superamento di 1,22 euro, dove passa la media mobile a 21 giorni che funge anche da resistenza dinamica discendente, potremmo assistere ad una credibile inversione di Banco BPM, con obiettivi a 1,4 euro prima e a 1,45/1,5 euro in seguito.

Fca sta difendendo la soglia dei 7 euro. Qual è la sua view su questo titolo?

Dal punto di vista della domanda di auto siamo messi davvero male, mentre dal punto di vista squisitamente tecnico Fca sta tentando timidamente di disegnare un canale rialzista. Questo sarà confermato dall’eventuale ritorno del titolo sopra la soglia degli 8 euro, livello oltre il quale i successivi target sarebbero a 9,15 e 9,8 euro, con una proiezione finale a 10,3 euro, dove è stato lasciato aperto un gap-down il mese scorso. A chi volesse acquistare Fca suggerire di fissare uno stop loss a 6,64 euro, dove transita al momento la media mobile a 21 sedute.

Azimut ha ripreso la via dei guadagni oggi dopo il pesante stop delle ultime due sedute. Cosa può dirci di questo titolo?

Dal punto di vista tecnico Azimut sembra impostato abbastanza bene perchè sta rimbalzando dopo il test a 13,2 euro del supporto dinamico ascendente di breve termine che rappresenta anche il limite inferiore del canale rialzista all’intero del quale il titolo si sta muovendo dopo iminimi di marzo. Questo uptrend sarà confermato solo e solamente con il superamento della resistenza statica di breve a 15,2 euro, oltre cui per Azimut avremo un target a 16,5 euro prima, dove è stato aperto un gap-down. Dopo una fase laterale di consolidamento l’attenzione si potrà rivolgere ai 17,45 euro, ma questo secondo obiettivo mi sembra un po’ ampio per ora. Un acquisto di Azimut andrà corredato da uno stop loss sotto quota 13 euro.

Ci sono altri titoli che vuole segnalarci a Piazza Affari?

Sto seguendo CNH Industrial che, diversamente da Fca di ui abbiamo parlato prima, ha violato sia la media mobile a 21 sedute che al momento transita a quota 5,45 euro, sia il supporto dinamico ascendente di breve termine coincidente con la suddetta media. Questo potrebbe innescare una correzione di CNH Industrial nel breve termine verso quota 5 euro, raggiunta la quale il titolo, mercato permettendo, potrebbe tornare a salire. Un primo target sarebbe in area 6/6,25 euro e in seguito in area 6,7 euro, fermo restando che nel brevissimo sono un po’ scettico, ma nel medio termine CNH Industrial potrebbe essere un buy the dip.

 

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