Sterlina sotto esame

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di Redazione 19 Gennaio 2010 | 08:20
A quanti è sembrato domenica ieri? Per quanto riguarda il nostro mercato, probabilmente a tanti.

Si dice che l’area di massima liquidità e trading si ha durante le ore di apertura di Londra, ma se il mercato americano è chiuso (come lo era ieri per Martin Luther King Day) c’è poco da fare: i flussi cross-border si fermano e tutto è silente.

L’EurUsd ieri è rimasto in un range di 70 pip; il UsdJpy addirittura di 50. Poi l’assenza di dati importanti ha completato il quadro. Quindi, guardiamo avanti. Questa settimana sarà la settimana della sterlina: non a caso ieri  ha toccato il massimo  contro l’euro (quindi EurGbp giù) da 4 mesi a questa parte. Sarà un segnale che il mercato si aspetta perdite della sterlina su tutti i fronti?

Certo è che oggi ne vedremo delle belle: alle ore 10.30 arrivano CPI e Prezzi  al Dettaglio, due dati che permetteranno di capire meglio la forza del consumatore inglese e quindi le prospettive per la spesa privata a venire.

Solo nel pomeriggio gli USA tornano sul campo con i TIC flows. Oggi dobbiamo anche dedicare spazio alla BoC (Bank of Canada) visto che deciderà non tanto cosa fare sui tassi (fermi ancora probabilmente fino a giugno sullo 0,25%) bensì su cosa dire nella dichiarazione accompagnatoria.  In particolare saremo attenti a operazioni “open mouth” per arrestare la forza del Cad contro il Usd, che sta portando il Loonie verso 1.

Il Loonie è sceso di circa 400 pip dall’ultima riunione della BoC, attribuendo una forza devastante al Cad che influisce negativamente sulle esportazioni. Occhi aperti alle ore 15 dunque. Introduciamo l’analisi tecnica oggi con una considerazione: ieri ci è arrivata la domanda da parte di un cliente su come fare trading proficuamente durante le uscite di dati macro.

La risposta è stata difficile quanto ovvia: senza la dovuta esperienza è meglio non fare trading sulle news per via della volatilità che li circonda. Ci sono alcuni set-up da poter usare durante le news ma il rischio è davvero elevato. Se qualcuno volesse provarci, ecco qualche linea guida: poca leva (quindi rischiare veramente poco), non fidarsi mai del primo prezzo bensì  aspettare con calma per i primi 3-5 minuti per capire dove si sta consolidando il mercato e stare a favore della price action.

A volte escono dati buoni ma la price action va nella direzione opposta: a noi non interessa in primo luogo capire il perché di questo. Dobbiamo invece trarne vantaggio, quindi: facciamo trading su quello che vediamo e non si quello che crediamo di sapere.

UsdJpy– Grafico 240 minuti

La festività di ieri non ha aiutato, in particolare,  l’eurodollaro a fuoriuscire dal range creatosi da alcune settimane. Non ci resta che continuare a considerare due punti validi: sia il supporto dato dalla trendline ascendente, 1.43 figura, sia la resistenza di 1.4570 (precisamente suggerita dal massimo precedente, coincidente con la prima percentuale di ritracciamento di Fibonacci da 1.5140 a 1.4220).

Il dollaro nei confronti dello yen, successivamente alla rottura del livello di supporto indicato da più giorni 90.70, sembra essere entrato di diritto in una tendenza ribassista.

Se osserviamo un grafico con candele a 240 minuti notiamo la trendline ribassista con origine a 93.75, due settimane fa, contenere tutti i tentativi di ripresa del cambio sino ad ora.

Possiamo utilizzare la medesima linea discendente per ottenere un buon livello di resistenza giornaliero, 91 figura. Grazie allo stesso grafico possiamo anche avere idea di quali potrebbero essere i livelli da attendersi a breve: utilizziamo le precise percentuali di Fibonacci (dal minimo del 26 novembre a 84.80, al massimo del 7 gennaio a 93.75) ottenendo così che il primo livello obiettivo è esattamente il primo supporto mostrato dal cambio nella notte con estrema precisione, 90.30. In caso di rottura, il secondo livello è individuabile a 89.25 e l’ultimo si trova a 88.20.

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