La crisi finanziaria è anche una crisi di valori

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Avatar di Marcella Persola 19 Gennaio 2010 | 08:08
Una ricerca condotta dal WEF mette in luce che la crisi finanziaria deve riequilibrare i valori con i quali ci si approccia al mercato. Troppo spesso poco etici.

La crisi finanziaria non ha toccato soltanto l’economia reale, ma sta portando una vera e propria riflessione anche nel mondo sociale. Un sondaggio condotto da World Economic Forum su 130.000 persone abitanti nei paesi dei G20 hanno espresso la loro opinione sull’impatto che la crisi avrà sull’economia sociale, ed è emerso che la crisi finanziaria è anche una crisi di valori.

In particolare il sondaggio condotto attraverso uno dei mezzi di comunicazione di massa più moderni, ossia Facebook, il social network più famoso a livello globale, ha messo in luce come i 2/3 dei rispondenti credano che le persone non applicano lo stesso approccio alla vita professionale, rispetto a quello che applicano nella propria vita personale. Come dire, finché si tratta di affari tutto è lecito, mentre nella vita privata ci sono ancora dei limiti invalicabili. E tra l’altro soltanto 1/4 dei rispondenti crede che le grandi aziende e le multinazionali si approccino al business con un metodo etico, mentre il 40% crede che le piccole e medie imprese lo applichino.

E alla domanda su quali siano i valori che un sistema politico-economico non dovrebbe mai far mancare, il 40% degli intervistati ha sottolineato che l’onestà, l’integrità e la trasparenza sono tra quelli più importanti. Per il 24% la scelta si è rivolta verso i diritti, la dignità e una visione d’insieme, mentre per il 20% il valore più importante è l’impatto della propria azione sul benessere altrui. Per il 17% infine il rispetto dell’ambiente. Valori condivisi e noti alla maggioranza di noi, che forse però, sono più semplici da esprimere che da applicare ad ampio raggio nella vita professionale.

Per Klaus Schwab, fondatore e presidente esecutivo del WEF (Wolrd Economic Forum), la ricerca mette in luce una serie di valori sui quali le istituzionali nazionali e internazionali dovrebbe cooperare. “Il nostro sistema presenta delle falle. La nostra cultura civica, economica e politica deve trasformarsi per chiudere questo gap”. Gli fa eco il presidente di Georgetown University, John, J. DeGioia, corresponsabile della ricerca. “La crisi economico-finanziaria è un’opportunità per riarticolare i valori”. Ora però la parola spetta alle istituzioni nazionali e internazionali, che dovranno essere quelle a dimostrare che non sono soltanto discorsi sulla carta.

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