Caro Brambilla, non sono ottimista. Alla fine i banchieri presenteranno il conto

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di Redazione 19 Gennaio 2010 | 11:15
Ma che novità: non c’è banchiere che in questi mesi non abbia tributato un pubblico elogio alle piccole e medie imprese…

di Pompeo Locatelli

…annunciando il “ritorno al territorio”, con la promessa di considerare problemi ed esigenze dei tanti Brambilla che fanno la fortuna del made in Italy con maggiore elasticità. Staremo a vedere.
Per ora non posso che compiacermi per questa riscoperta tardiva: non più tardi di una quindicina di mesi fa eravamo in pochi a difendere le pmi dai mille soprusi perpetrati ai loro danni dal sistema del credito, che io amo raccogliere sotto la voce “anatocismo allargato”. Non vorrei però che, dietro i buoni propositi così ben pubblicizzati, si nascondesse l’andazzo di sempre. Al proposito, non lascia ben sperare quanto è successo dopo il varo della legge sulle commissioni di massimo scoperto. Come ha notato il presidente dell’Antitrust, le nuove istruzioni bancarie suonano come una beffa: i clienti che sconfinano nel “rosso” senza disporre di un fido vengono punti con extracommissioni superiori anche quindici volte alle multe precedenti.
Certo, in questo caso le banche non infrangono formalmente la legge ma è trasparente l’intento di rifarsi nei confronti della fetta di clientela meno tutelata. Anche chi dispone di un fido, secondo le prime ricognizioni dell’autorità, non ha di che rallegrarsi: nella stragrande maggioranza dei casi (cinque su sette), il costo nei fatti è addirittura aumentato, grazie ad una serie di espedienti più o meno eleganti. Date le premesse, ho i miei dubbi che le banche nel 2010 si riveleranno più sensibili alle esigenze di un tessuto produttivo stremato, anche perché proprio quest’anno arriveranno al pettine i nodi del rifinanziamento di tante improvvide scorribande immobiliari speculative (Coppola, Statuto, Zunino eccetera) che minacciano di rimbalzare come boomerang sulla testa dei banchieri.
Il tutto in un anno che si annuncia povero per i bilanci del credito. Almeno così dicono le previsioni, ma non mi stupirei se, al momento di annunciare i conti di esercizio, qualche istituto sorprenderà il mercato con dati migliori del previsto. La ragione? Fare trading in azioni derivati, con il denaro a basso costo, è un mestiere facile e redditizio, almeno quanto è più difficile e rischioso alimentare l’economia reale, soprattutto quando tira aria di sofferenze. No, caro Brambilla, non me la sento di essere ottimista, almeno per quel che ti riguarda.
L’articolo completo lo puoi trovare su Soldi,
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