Politica vs. Economia

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di Redazione 20 Gennaio 2010 | 07:41
Ecco la risposta di oggi alla domanda “perché ieri il dollaro ha mostrato tanta forza contro tutto tranne la sterlina?”

In effetti forse ci potrà essere una vittoria Repubblicana nel Massachusetts – in questa corsa al Senato – che segnerebbe un ritardo (se non il congelamento) nell’approvazione della proposta Obama sulla sanità pubblica ed altre iniziative. Al mercato non piace che si spenda altro denaro pubblico e quindi la mera possibilità che queste spese per la sanità potrebbero essere rimandate ha spinto a rialzo il dollaro.

E’ un fatto risaputo che la politica vince sempre contro l’economia. Ieri abbiamo avuto una dimostrazione lampante. Che giornata si apre invece d’innanzi a noi? Una giornata piena di dati e quindi tenetevi forte alla sedia durante le ripide salite e discese che i dati procureranno.

Oggi passano in rassegna: le minute della BoE (alta volatilità), le richieste di sussidi di disoccupazione UK (alta volatilità), il CPI canadese (volatilità media durante la fascia oraria 13-14), i prezzi alla produzione USA (volatilità media) e gli Housing Starts USA (volatilità media). Dunque protagonista di oggi (un po’ come ieri) sarà sua Maestà la Sterlina, poi a seguire Cad e Usd. Come spesso diciamo, durante l’uscita di dati non fidatevi del primo prezzo che vedete sul grafico a 1 minuto.

Meglio aspettare 3-5 minuti e capire dove sta consolidando il mercato. Si perde il movimento inerziale esplosivo ma niente paura: meglio portare a casa poco che rimetterci tanto. Soprattutto: posizioni piccole durante i dati. Parlando brevemente di quello che è avvenuto ieri, abbiamo registrato un aumento del CPI inglese, uscito a +0,6% rispetto ad un +0,3% atteso. Il mercato ha reagito pro-sterlina per i primi 10 minuti, ma poi su un dato non proprio definitivo (visto che la BoE commenta oggi) ha ridato indietro tutto per trovare forza solo in serata e consolidarsi su nuovi massimi.

Vedremo che tono trasparirà oggi dalle minute della BoE.  Sul fronte canadese invece, prosegue il Q.E., con i tassi fermi allo 0,25%. Il Loonie (gergo tecnico per il UsdCad) ha quindi ripreso un po’ di quota (+50 pip circa) sulla base delle stime del PIL, riviste a ribasso per il 2010.

Il tono della BoC è stato tutto sommato più pessimista rispetto alla volta scorsa ma potrebbero arrivare interventi a sorpresa (forse “Open Mouth”) per contenere la forza del Cad (che ferisce le esportazioni canadesi). Rimane comunque spazio in discesa, secondo il nostro SSI (Speculative Sentiment Index): circa il 75% dei trader sono lunghi sul Cad e anche se c’è stato una riduzione dei long da ieri, rispetto a mercoledì scorso siamo sopra del 30%. Quindi tuffiamoci nell’analisi tecnica per capire meglio cosa aspettarci dal mercato.

EurUsd– Grafico giornaliero

Alla fine un movimento c’è stato, e si è visto! Parliamo di eurodollaro, ovviamente, che da tanto tempo ha mantenuto un range piuttosto preciso e che ieri, successivamente alla rottura del supporto in area 1.43, ha incominciato una discesa che ha portato i prezzi al di sotto del minimo di dicembre, in area 1.4220.

Per cercare di intuire cosa possa accadere ora è ovviamente necessario l’ausilio di un grafico di lungo periodo. Prima di tutto notiamo come, per ora, il cambio si sia fermato nella notte ad un livello di minimo non casuale: andando indietro sino al primo di settembre, ritroviamo infatti il medesimo livello di minimo, 1.4170. E se anche questo non dovesse tenere ed il cambio abbia iniziato una discesa più strutturata?

Prima di tutto è da valutare un’eventuale ripresa al di sopra di 1.43, livello ora davvero importante (non a caso con un grafico a 60 minuti si nota il ri-test di ieri sera di questo livello prima della definitiva discesa), la quale negherebbe tutto, ma se i prezzi dovessero continuare a risultare in calo un altro livello a cui guardare è dato da 1.4045.

Anche il dollaro nei confronti dello yen è fuoruscito dagli schemi, andando a rompere a rialzo la trendline discendente che era riuscita a bloccare la ripresa dei prezzi dal 7 di gennaio. In questo caso continuiamo a consigliare di prestare la massima attenzione a 90.80-91 figura, come livello di separazione fra una ripresa o un indebolimento del cambio. 91.50 è il primo livello di arrivo per oggi seguito poi dal picco di 92 figura, visto giovedì scorso.

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