Saipem naviga a vista dopo una trimestrale decente

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di Gianluigi Raimondi 23 Aprile 2020 | 10:52

Niente da fare: le condizioni di incertezza e la volatilità che hanno portato Saipem lo scorso 15 aprile a ritirare la guidance per il 2020 non sono ancora cambiate, per cui il Cda non è al momento in grado di formulare una nuova guidance, anche se continuerà a monitorare l’evoluzione della situazione impegnandosi ad aggiornare tempestivamente gli investitori quando il contesto di mercato dovesse stabilizzarsi.

La trimestrale di Saipem

Il board di Saipem giudica i risultati operativi del trimestre appena concluso, caratterizzato dall’esplodere della crisi economica e finanziaria legata all’emergenza Covid-19, “robusti” grazie al rafforzamento finanziario e patrimoniale realizzato negli ultimi anni, al riposizionamento del business verso la transizione energetica, alla dimensione e diversificazione del portafoglio ordini, alla adeguatezza degli asset che assicurano una “solida base per affrontare le complessità attese nel 2020” e all’avvio di un adeguato programma di contenimento dei costi.

Le misure di gestione e contenimento dello sviluppo pandemico sono state “tempestivamente adottate” nel massimo rispetto della salute e sicurezza dei dipendenti ed hanno consentito di proseguire la gestione dei progetti in corso, precisa la nota. La reazione del mercato è di prevalente delusione, col titolo che cede oltre tre quarti di punto dopo la prima ora di contrattazioni scivolando sotto i 2,21 euro per azione, ma che mantiene circa un 2% di recupero rispetto alla scorsa settimana (ma anche un calo del 54% circa rispetto ai livelli di un anno fa, con la capitalizzazione calata a 2,25 miliardi di euro).

I bond di Saipem

Il Cda di Saipem ha poi rinnovato per un anno il programma di emissioni di prestiti obbligazionari non convertibili denominato Euro Medium Term Note Programme confermando l’importo massimo di 3 miliardi (di cui 1,5 miliardi già emessi). Commentando i dati (ricavi stabili a 2.172 milioni, +0,7% sui 12 mesi, Ebitda adjusted in calo del 12,4%% a 240 milioni, risultato netto in rosso di 269 milioni (perdita adjusted: 9 milioni) rispetto ai 21 milioni di utile (utile adjusted: 29 milioni) dei primi tre mesi del 2019) gli analisti sottolineano infatti come gli stessi siano risultati leggermente al di sotto delle attese, principalmente a causa delle attività off-shore.

Le raccomandazioni degli analisti su Saipem

Sono invece stati giudicati positivi i flussi di cassa e l’andamento degli ordini (917 milioni di ordini acquisiti nel trimestre contro i 2.517 milioni di un anno prima, portafoglio ordini che cala a 19.898 milioni dai 21.153 milioni di fine marzo 2019). Così Equita Sim (hold, 3,4 euro di target price), Banca Imi (buy, 3,4 euro) e Banca Akros (buy, 4,5 euro) hanno potuto confermare giudizi e target price sul titolo, che a Piazza Affari resta di quasi un euro al di sotto del prezzo medio di consenso (3,11 euro per azione).

Il quadro tecnico di Saipem

Anche gli analisti grafici sono prudenti sul titolo, che sta cercando da qualche seduta di uscire dalla fase di congestione laterale in cui è incappato dopo la correzione delle passate settimane. Al momento il trend di brevissimo e breve periodo resta neutrale, quello di medio-lungo termine moderatamente negativo.

In mattinata, se Saipem non avrà la forza di dare l’assalto alle prime resistenze, poste a 2,38 e poi a 2,45 euro per azione, è possibile che la pressione monti fino a testare la soglia psicologica dei 2 euro per azione. Al di sotto di essa i supporti sono in area 1,95 prima e 1,90 euro poi. Il prezzo, risalito negli ultimi giorni sopra la media mobile veloce a 7 giorni (attorno ai 2,18 euro), resta invece al di sotto di quella più lenta a 14 giorni (a 2,29 euro), a conferma della fase di congestione ancora in atto.

Lo Stocastico, nella parte alta della banda inferiore di oscillazione, così come l’indicatore di forza relativa (Rsi) non forniscono particolari indicazioni, confermando che nelle prossime sedute è possibile si verifichino nuovi test, sia al rialzo sia al ribasso, dei livelli sopra indicati. Una eventuale rottura con volumi favorirebbe poi un’accelerazione del trend e l’uscita, positiva o negativa che sia, dalla fase laterale tuttora in corso.

A cura di Luca Spoldi, Cefa, 6 In Rete Consulting Ceo (www.6inrete.it)

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