Coronavirus: in Italia il conflitto fiscale esploderà il 1° giugno

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di Gianluigi Raimondi 24 Aprile 2020 | 18:30

Nella giornata di mercoledì 22 aprile il Direttore dell’Agenzia Entrate, nonché Presidente di Agenzia Entrate Riscossione, Ernesto Maria Rufffini, è stato ascoltato alla Camera dei Deputati dalle Commissioni Finanze e Attività produttive. Lo scopo era quello di portare i parlamentari a conoscenza delle misure di sostegno finanziario messe in atto per far fronte agli aspetti tributari e della riscossione, a seguito dell’epidemia da Covid-19.

Dopo una breve illustrazione delle misure di sostegno alle imprese, contenute nei decreti emanati sinora, il Direttore Ae/Presidente Aer, ha annunciato che a partire dal 1 giugno 2020, gli enti da lui diretti provvederanno a notificare ai cittadini italiani una serie di atti. Quali?

Da parte di Agenzia Entrate:

  • 220.000 accertamenti, che erano già pronti ma risultano ad oggi sospesi;
  • 8.500.000 di atti, comunicazioni e avvisi bonari.

Da parte di Agenzia Entrate Riscossione:

  • 2.000.000 cartelle esattoriali, solo per i ruoli di aprile e maggio;
  • 3.000.000 cartelle esattoriali, solo per i ruoli di febbraio e marzo;
  • 1.600.000 avvisi di intimazione;
  • 875.000 atti cautelari (avvisi di iscrizione ipotecaria/fermi amm.vi/pignoramenti c/c).

Pertanto, a partire dal 1 giugno, i contribuenti italiani saranno i destinatari di circa 16.195.000 fra atti e comunicazioni, predisposti nel solo periodo gennaio – marzo 2020.

“Si tratta di una comunicazione ogni quattro italiani, ovvero 1 in media per famiglia”, fa notare Carlo Carmine, difensore patrimoniale e fondatore di CFC Legal, la prima azienda legale in Italia, specializzata in consulenza ed assistenza in procedimenti giudiziali e stragiudiziali a difesa di contribuenti, imprenditori e aziende dall’azione dell’Agenzia delle Entrate e dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione.

“Risulta che nella audizione si sia parlato dell’impatto devastante che queste comunicazioni produrranno sul sistema economico già martoriato dall’emergenza Covid-19 e dall’accumulo dei versamenti sospesi ed in scadenza proprio al 31 maggio ed al 30 giugno, ma al contempo non sono stati previsti provvedimenti per ridurre tale impatto”, aggiunge Carlo Carmine.

Di quali scadenze si tratta?

Il 31 maggio:

  • 2 rate della rottamazione-ter e la rata del “saldo e stralcio”;
  • i versamenti delle scadenze Iva, contributi e ritenute del mese di marzo per imprese sotto i 2milioni di euro di fatturato.

Il 30 giugno:

  • I versamenti IVA, contributi e ritenute dei mesi di aprile e maggio, per imprese con riduzione fatturato mesi marzo e aprile;
  • le ritenute di acconto per professionisti e agenti fino a 400.000 euro di fatturato.

“Di conseguenza imprese e famiglie – già danneggiate dalle chiusure delle attività che si protraggono ormai da 45 giorni – che non hanno incassato nulla se non i 600 euro del bonus previsto dal Decreto Cura Italia (peraltro non ancora pervenuto a tutti i richiedenti) e che non riescono ad accedere ai finanziamenti (viste le difficoltà evidenziate dal sistema bancario), si troveranno a dover fronteggiare il pagamento degli importi sospesi accumulati insieme a nuove rilevanti somme che derivano dagli oltre 16 milioni di atti in procinto di essere notificati”, fa notare il difensore patrimoniale.

“Ancora una volta CFC Legal interviene chiedendo a gran voce che il Governo, davanti alla disastrosa situazione che vivono famiglie ed imprese a causa dell’emergenza sanitaria e del conseguente stop delle attività, che non fa che contribuire all’aggravamento della situazione di crisi già in atto da anni, intervenga con misure serie e radicali, per consentire al Paese di risollevarsi”.

Le misure minime necessarie, secondo il fondatore di CFC Legal, sono:

  • Rinvio dei carichi fiscali pendenti a dopo la risoluzione definitiva della crisi da Covid-19, ovvero non prima del 31.12.2021;
  • Introduzione di una misura di sostegno importante con un contributo a fondo perduto alle imprese che hanno chiuso attività o che possono provare danneggiamento da Covid-19 anche se rimaste aperte, pari almeno pari a sei mesi di reddito medio, per categoria di attività;
  • Eliminazione della rata dei contributi previdenziali fissi per commercianti, artigiani e coltivatori diretti, in scadenza al 16 maggio 2020;
  • Sospensione attività di accertamento fiscale per attività sospese e per quelle che possono provare danneggiamento da Covid-19 anche se rimaste aperte, almeno fino al 31.12.2021;
  • Introduzione di una Rottamazione-quater;
  • Introduzione di norme di agevolazione per ridurre il contenzioso tributario e bancario;
  • Introduzione di misure di sostegno alla liquidità reale e non solo garanzie.

“Occorre che quanto richiediamo venga preso in considerazione e attuato al più presto, altrimenti il sistema economico italiano si troverà a dover fronteggiare danni e perdite incalcolabili e irreparabili, che si rifletteranno inevitabilmente anche sulle generazioni future”, conclude Carlo Carmine.

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