Bmo: opportunità di ingresso in alcuni settori

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di Stefano Fossati 27 Aprile 2020 | 12:00

A cura di Simon Holmes, Director Multi-Asset Solutions di Bmo Global Asset Management

I mercati azionari globali hanno iniziato l’anno con forza, senza dare troppo peso alle le preoccupazioni legate al virus in Cina e raggiungendo nuovi massimi il 19 febbraio. Tuttavia, con la fine di febbraio abbiamo assistito a un rapido passaggio dal picco a un mercato decisamente ribassista, il tutto nel giro di poche settimane, dopo che il mercato ha iniziato a considerare le implicazioni di una pandemia globale di Covid-19 ed è diventato chiaro che le diffuse e crescenti misure di distanziamento sociale in corso di attuazione avrebbero avuto un impatto materiale sulla produzione economica e sugli utili aziendali. Di conseguenza, le azioni statunitensi hanno registrato il più rapido calo della storia, arrivando a registrare una riduzione di quasi il 34% il 23 marzo. Abbiamo quindi assistito al più rapido rimbalzo dell’azionario dagli anni ’30 e a movimenti giornalieri dei prezzi che sono tra i più ampi mai registrati. I livelli di volatilità osservati e realizzati hanno superato quelli registrati durante la crisi finanziaria globale.

I rendimenti dei titoli di Stato hanno toccato i minimi storici, con i decennali Usa allo 0,33% e quelli tedeschi a -0,91% all’inizio di marzo, anche se da allora hanno registrato un rimbalzo, con gli investitori alla ricerca della sicurezza e della liquidità offerte dai titoli di Stato in un contesto di rapida svendita globale delle azioni. Anche gli spread corporate, in particolare per quanto riguarda l’high yield, si sono ampliati a seguito dell’aumento dei timori di default.

Una grave recessione globale è ampiamente attesa e appare inevitabile. Man mano che l’entità della pandemia diventa chiara, gli economisti hanno declassato le stime per la crescita globale del 2020 prevedendo una contrazione del 2-3%. Le banche centrali, tra cui la Fed, la Bce e altre banche centrali hanno reagito in modo aggressivo, tagliando i tassi di interesse e riavviando politiche di allentamento monetario (quantitative easing) e l’acquisto di asset. I governi di tutto il mondo stanno annunciando grandi programmi di stimolo fiscale nell’ordine del 5-10% del Pil di un paese, compreso un pacchetto di 2 trilioni di dollari negli Stati Uniti, cercando di attutire l’impatto di una diffusa perturbazione economica. La guerra dei prezzi del petrolio tra Russia e Arabia Saudita non ha fatto altro che esacerbare l’ondata di vendite.

Non possiamo dire quando finirà l’attuale crisi, con gli investitori che si chiedono quanto sarà efficace l’azione politica nel sostenere le economie. I mercati hanno fatto molta strada per scontare le cattive notizie sia sul fronte economico che su quello degli utili societari, che senza dubbio stanno arrivando, e non c’è dubbio che ora ci troviamo di fronte a una grave contrazione dell’economia globale. La diffusione di Covid-19 viene monitorata con attenzione, ma c’è una certa speranza che una diminuzione dei casi in Cina possa indicare l’efficacia delle misure di contenimento, il che ci porta ad iniziare a chiederci quando e quanto possa essere forte la ripresa.

Manteniamo una propensione verso aziende di qualità superiore caratterizzate da una crescita sostenibile che possano prosperare nonostante la volatilità sui fronti economici e politici nel breve termine, e questo si traduce in un focus su sanità, Information Technology e industriali. Continuiamo con la nostra strategia di aggiungere posizioni dove vediamo una forte qualità di fondo e dove il mercato ci permette di entrare a livelli più interessanti.

Le nostre prospettive di mercato relativamente ottimistiche per il 2020 sono ora messe in discussione, poiché il virus è passato da un problema localizzato in Cina a una vera e propria pandemia globale. La situazione si sta evolvendo rapidamente, e la recessione globale è ora lo scenario di base. Mentre gli investitori dovrebbero prepararsi alla fine del lungo andamento rialzista del mercato, l’evoluzione e la risposta alla pandemia determineranno i tempi e la velocità della ripresa. Possiamo continuare ad aspettarci un aumento della volatilità nelle prossime settimane e possibilmente nei prossimi mesi, tuttavia restiamo ben posizionati per resistere a questo e continueremo a cercare opportunità.

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