Cosa serve davvero (e subito) all’economia. Parola di Tarzan

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di Stefano Fossati 28 Aprile 2020 | 18:30

A cura di Aqa Capital

Antonio Della Buffas: “Questa è la civiltà: hai tutto quello che vuoi quando non ti serve”
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Citazione tratta da Totò Tarzan, film di Mario Mattoli del 19509

Quando Antonio Della Buffas, ovvero Totò in Totò Tarzan, viene portato fuori dalla giungla in cui era sempre vissuto e si imbatte nella civiltà occidentale, rimane colpito da una sua caratteristica: l’avere “tutto quello che vuoi quando non ti serve“. Ma questo paradigma è stato colpito dalla pandemia di coronavirus, che ha portato a privilegiare l’essenziale. Le uniche attività economiche che non hanno conosciuto stop sono state, infatti, quelle legate ai beni e ai servizi di prima necessità. Dopo la fase di emergenza tornerà un modello consumistico uguale al precedente, o vi saranno delle metamorfosi? Le opinioni degli esperti sono divergenti e servirà tempo per avere un quadro più chiaro sulle tendenze future; al momento, i governi e le istituzioni di tutto il mondo sono impegnati a rispondere alle esigenze immediate dell’economia, a guardare a ciò che serve subito.

Così, in Asia, la Bank of Japan ha dispiegato tutta la sua potenza di fuoco e, ieri, ha annunciato un potenziamento della politica espansiva. Infatti è stato rimosso il precedente limite al piano di acquisto bond: l’istituto potrà comprare asset in quantità illimitate. Inoltre, la BoJ ha confermato i tassi d’interesse a -0,1%. Il Prodotto interno lordo del Giappone è ora atteso in contrazione fra il 3% e il 5% nel 2020.

In Cina, intanto, sono arretrati bruscamente i profitti industriali nel primo trimestre 2020. In base alle rilevazioni del National Bureau of Statistics, nei primi tre mesi dell’anno si registra un calo di oltre un terzo (-36,7%) su base annua, in particolar modo nel settore energetico (petrolio e gas) e in quello automobilistico. Facendo uno zoom su marzo, i profitti delle industrie sono arrivati a 370,66 miliardi di yuan (48,3 miliardi di euro), pari a un crollo del 34,8% rispetto allo stesso periodo 2019.

Secondo il Fondo Monetario Internazionale, comunque, l’economia del Paese asiatico nel 2020 si salverà dal segno meno, anche se la sua crescita si fermerà all’1,2% (mentre l’anno prossimo arriverà a oltre il 9%). Guardando a ciò che serve subito, settimana scorsa, la Banca Popolare Cinese ha deciso di ridurre il tasso primario sui prestiti a un anno di 20 punti base, passando dal 4,05% al 3,85%. Invece il tasso quinquennale è stato sforbiciato di 10 punti base (dal 4,75% al 4,65%). Si tratta della seconda riduzione del 2020 e non sono da escludere possibili nuovi interventi.

L’attenzione dei mercati è ora puntata sulla riunione della Federal Reserve che inizia oggi e si conclude domani, mentre giovedì sarà il turno della Banca centrale europea. Gli operatori non si attendono novità di rilievo dall’istituto statunitense dopo le mosse straordinarie annunciate nell’ultimo mese, ma le analisi che emergeranno saranno tenute in massima considerazione per capire l’evoluzione del contesto macro. Mentre, relativamente all’Eurotower, sempre più analisti scommettono su un ulteriore ampliamento del Quantitative easing.

Intanto, l’indice Zew in Germania descrive una situazione tra luci e ombre. È infatti caduta la componente relativa al quadro attuale dell’economia della locomotiva europea, che ad aprile segna -91,5 punti contro i -43,1 punti di marzo. Tale indicatore misura il livello di fiducia tra gli esperti di finanza di diverse imprese tedesche. Tuttavia, se consideriamo il segmento dedicato alle aspettative future, c’è stato un balzo in territorio positivo: 28,2 punti dai -49,5 precedenti; sorpassate anche le attese, pari a -42,3 punti.

Secondo Achim Wambach, presidente dello Zew Institute, «gli esperti del mercato finanziario stanno iniziando a vedere una luce alla fine del lunghissimo tunnel». Tuttavia, il sondaggio rivela che non è prevista una ripresa dell’economia tedesca prima del terzo trimestre 2020.

Guardando ai dati macro Usa, le richieste sussidi disoccupazione su base settimanale al 17 aprile sono arrivate a 4,43 milioni di unità, in calo rispetto alle precedenti 5,24 milioni (la previsione era 4,2 milioni). Un quadro che potrebbe migliorare se, come detto da Steven Mnuchin, il segretario al Tesoro degli States, la maggior parte dell’economia ripartirà nel giro di pochi mesi: “Operiamo in uno scenario in cui stiamo per aprire settori economici e non vediamo l’ora di avere la maggior parte dell’economia, se non tutta, aperta alla fine dell’estate”, ha dichiarato in un’intervista a Fox Business Network.

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