Obama, giro di vite sulle big banks

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di Redazione 22 Gennaio 2010 | 08:21
Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha annunciato un piano per limitare le dimensioni dei colossi bancari, che riporterà la situazione alle limitazioni previste dal Glass Steagall Act del 1933.

 Si sancisce la fine delle “too big to fail” . Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha annunciato un piano per limitare le dimensioni dei colossi bancari, che riporterà la situazione alle limitazioni previste dal Glass Steagall Act del 1933.

Tale piano era stato emanato a seguito del crack in Borsa del 1929 e imponeva la separazione delle banche commerciai da quelle di investimento. Il presidente ha preso questa decisione perché come egli stesso ha dichiarato «basta con le operazioni speculative. Le banche non potranno più condurre operazioni sul mercato per conto del loro portafoglio» ha dichiarato il presidente.

Per questo infatti il nuovo piano obbliga le banche a non investire più in private equity e hedge fund, così come le operazioni di trading dovranno essere ridotte. Le banche commerciali quindi che sceglieranno le attività più tradizionali avranno limiti sulle dimensioni che potranno raccogliere. Oggi la legge americana prescrive che le banche non possano superare il limite del 10%. Ora in tale limite dovranno rientrare anche i depositi non assicurati e altre attività di bilancio.

Di certo le big banks non staranno a guardare, così come altri esponenti delle lobby finanziarie che sembrano non digerire “la nuova versione populista” del presidente. 

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