Pirelli Re-Fimit, la fusione è ai nastri di partenza.

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di Redazione 22 Gennaio 2010 | 10:15
Secondo il Messaggero, il piano sarebbe stato trasmesso dall’advisor Unicredit ai soci. L’ad sarà nominato da Pirelli, i due vicepresidenti da Fimit. Piazza Cordusio potrà convertire i crediti in capitale e partecipare al patto di sindacato. La nuova sgr gestirà 11 miliardi di patrimonio.

Manca poco alla nascita della più grande sgr immobiliare italiana. Secondo quanto riferisce Il Messaggero di questa mattina, il piano di integrazione tra Pirelli Re e Fimit è stato trasmesso ieri da Unicredit (advisor di Fimit e finanziatore di Pre) ai soggetti interessati. L’operazione, che dovrebbe concludersi entro il 2010, prevede in un primo momento la scissione tra Pirelli e C. e la controllante Pirelli Re, cui verrà cambiato nome e che verrà ripartita tra i soci della Bicocca e il mercato. Seguirà la fusione tra Fimit sgr e Pirelli Re sgr. A parità di condizioni di mercato, la nuova sgr gestirà 11 miliardi di patrimonio.

Sul fronte della governance, è prevista la nomina dell’ad della nuova Sgr da parte dei soci del patto di sindacato di Pirelli, mentre ai soci Fimit è attribuita la designazione dei due vice presidenti. Il piano prevede inoltre che Unicredit possa partecipare al patto di sindacato in Pirelli Re con la conversione di parte di crediti in capitale in cambio di una quota non superiore a quella di Mediobanca e di Intesa Sanpaolo. L’operazione, prosegue il quotidiano, è condizionata dalla certezza di un equilibrio finanziario di Pirelli Re tale da garantire lo svolgimento del piano industriale: ciò comporta il permanere del finanziamento di Pirelli & C. a Pirelli Re di 150 milioni, e la sua postergazione rispetto ai 320 milioni con scadenza 2010 concessi da Unicredit e Intesa. Pirelli Re sarebbe governata da un patto di sindacato della durata di tre anni sul 29,9% circa composto da Camfin (11%), Mediobanca (2,52%), Edizione holding, Fonsai, Allianz, Generali, Intesa Sanpaolo, il veicolo con gli enti previdenziali di Fimit ed eventualmente Unicredit con il 2,5-3% a testa.

La bozza del piano non è comunque definitiva, e già ieri sera sarebbe stata oggetto di valutazioni: alle banche sarebbero già arrivate le prime perplessità da parte di alcuni grandi soci di Fimit. 

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