Fca, impatto più negativo del virus nel secondo trimestre

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di Stefano Fossati 6 Maggio 2020 | 12:00

A cura di Ilana Elbim, Senior Credit Analyst International di Federated Hermes

Diversi produttori di auto hanno comunicato i risultati del primo trimestre e finora siamo stati in grado di evidenziare 3 aspetti chiave:
– la performance è stata effettivamente solida all’inizio del 2020 e ha iniziato a peggiorare verso la seconda metà di febbraio, quindi, nel complesso, il primo trimestre è stato debole, ma ha incluso solo poche settimane di stop della produzione;
– la maggior parte degli operatori del settore non ha comunicato la propria guidance per il 2020, fornendo alcune indicazioni di massima;
– l’attenzione rimane puntata sulla liquidità con iniziative volte alla riduzione dei costi e del capex, distribuzione limitata di dividendi agli azionisti, linee di credito revolving parzialmente o interamente utilizzate e, in alcuni casi, di nuove linee di credito aggiuntive.

Ieri Fiat Chrysler ha comunicato i propri risultati per il primo trimestre. Non ci sono state grandi sorprese rispetto agli altri operatori di settore: come previsto, i volumi significativamente più bassi hanno avuto un impatto sui ricavi e sul risultato operativo, la cui contrazione ha inciso sulla generazione di flussi di cassa che è stata negativa. Si è verificato inoltre un significativo deflusso di capitale circolante e un aumento della spesa capex, dato che l’azienda continua a investire per nuovi prodotti.

A metà marzo la società ha ritirato la guidance per il 2020, e non l’ha ancora aggiornata, anche se il management ha evidenziato che assisteremo a un impatto più negativo del virus nel secondo trimestre, in linea con i commenti raccolti presso la maggior parte dei produttori di auto. Mentre il management ha indicato che l’azienda è pronta a riprendere la produzione quando le condizioni lo permetteranno, al momento l’attenzione è puntata sulla liquidità necessaria affinchè Fca possa sostenere qualche settimana in più di sospensione della produzione e di flessione nella domanda. In quanto tale, il management ritiene che la liquidità sia sufficiente oltre il 2020 e ha anche evidenziato alcune azioni intraprese per ridurre costi e capex. In particolare, e più specificamente per Fca, la società ha indicato di essere ancora impegnata in una fusione con Peugeot che con molta probabilità si dovrebbe chiudere entro la fine del 2020 o all’inizio del 2021, sebbene il management abbia menzionato che il dividendo annunciato in precedenza sia in fase di revisione.

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