Azimut: Giuliani guarda al futuro, spazio per il venture capital

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di Gianluigi Raimondi 12 Maggio 2020 | 10:45

Azimut (circa 2,2 miliardi di capitalizzazione in Borsa) potrebbe mettersi in luce stamane, dopo che in un’intervista il suo storico numero uno, il presidente Pietro Giuliani, ha confermato che la società non ha avuto “grandi reazioni da parte dei clienti” durante la pandemia, anche se ora che il lockdown si va allentando e le preoccupazioni sul lato sanitario si riducono molti dovranno rifocalizzarsi su come siano investiti i propri risparmi, anche “alla luce di quello che potrà accadere” soprattutto “se il mondo dovesse entrare in una fase di depressione” come molti analisti non escludono.

Giuliani ha tuttavia ribadito che Azimut non modificherà la previsione di un utile attorno ai 300 milioni di euro a fine anno: “I conti prospettici restano positivi” grazie ad un modello di business che resta marcatamente differente da quello bancario. Le banche vanno “sulla liquidità”, Azimut è specializzata “sugli investimenti, non vendiamo altri strumenti” ha sottolineato il manager. Giuliani ha anche segnalato come stia emergendo il bisogno da parte delle Pmi italiane non “di indebitarsi ulteriormente”, ma di “qualcuno che compri le azioni, un socio di minoranza che porti danaro attraverso un aumento di capitale”, come possono fare i fondi di venture capital (Azimut ha lanciato il fondo Italia 500 che investe in Pmi italiane, ndr).

La trimestrale di Azimut

Dopo una trimestrale annunciata il 7 maggio e giudicata migliore delle attese, nonostante ricavi in calo del 7,9% su base annua a 228 milioni e un utile netto di gruppo quasi dimezzato a 48.5 milioni (-46%), nonché la decisione di distribuire un euro di dividendo il prossimo 20 maggio (dividend yield di circa il 6,5% ai prezzi attuali), il titolo si va stabilizzando attorno ai 15,30-15,35 euro per azione, livelli di circa l’11% inferiori a quelli di 12 mesi fa dopo un -35,5% segnato nell’ultimo trimestre, entrando in una fase neutro-laterale di breve termine.

Il quadro tecnico di Azimut

Il titolo ormai ha quasi raggiunto il target finale della strategia rialzista scattata dopo il superamento del 13,25 euro per azione, obiettivo posizionato a 15,5 euro per azione. Sinché le quotazioni si manterranno tra i 15 e i 15,5 euro il trend rimarrà neutrale, l’eventuale allungo sopra i 16,5 euro farebbe scattare una ulteriore strategia rialzista che vedrebbe come successivi obiettivi quota 18 e poi 18,8 euro per azione. In questo caso proprio i 15-15,25 euro costituirebbero un livello ideale a cui posizionare le stop loss per non correre eccessivi rischi.

La fase attuale, in attesa dello stacco cedola, può dunque essere interpretata anche come possibile base di accumulazione per ulteriori allunghi nelle prossime settimane che avrebbero come primissimo obiettivo il ritorno sopra i 16,5-16,55 euro per azione. Supporta questa interpretazione anche il mantenersi delle quotazioni sia sopra la media mobile lenta a 14 sedute (attualmente a 14,92 euro) sia quella più veloce a 7 sedute (15,25 euro), peraltro in fase di rallentamento dopo lo storno delle quotazioni dai 16 euro toccati a fine aprile ai livelli attuali.

In giornata possibile una certa volatilità del titolo, che è distante sia alle resistenze, in area 16 euro, sia dai supporti, il più vicino dei quali è attorno ai 14,3 euro per azione. Operativamente si potrà dunque approfittare di eventuali debolezze per acquistare il titolo, senza peraltro doverlo rincorrere a tutti i costi in caso di strappi al rialzo (visto anche lo stacco cedola in arrivo tra pochi giorni).

Considerando che il target price di consenso è di 16,9 euro per azione e che il prezzo è al momento pari a circa 12 volte l’utile per azione (ovvero circa 11,2 volte al netto del dividendo), è possibile ipotizzare anche l’apertura di posizioni lunghe in ottica di medio-lungo termine, confidando nella prosecuzione di un trend che su tale orizzonte resta moderatamente positivo e potrebbe ulteriormente migliorare in caso di tenuta del quadro macroeconomico mondiale migliore delle previsioni correnti.

A cura di Luca Spoldi, Cefa, 6 In Rete Consulting Ceo (www.6inrete.it)

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