Impact Investing, la via d’uscita dalla crisi

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di Stefano Fossati 12 Maggio 2020 | 14:30

A cura di Veronique Chapplow, Investment Director Equities di M&G Investments

Investire con l’intenzione di generare un impatto positivo per la società e insieme avere un rendimento finanziario è ancora spesso percepito come un “nice to have” o qualcosa che è davvero appropriato solo per chi ha uno spiccato senso di responsabilità. Tuttavia, poiché l’epidemia di Covid-19 sta mettendo in serio pericolo i mercati e la società, le priorità e i punti di vista sono ridefiniti per pura necessità. Questo spostamento dell’attenzione potrebbe portare gli investimenti a impatto sociale a muoversi verso una dimensione più mainstream, poiché il mondo in isolamento si concentra sui problemi che la popolazione sta affrontando e sulla necessità di trovare soluzioni.

Negli ultimi anni le sfide ambientali hanno cominciato a catturare l’attenzione dell’opinione pubblica e ora la pandemia ha inquadrato l’ampia scala delle sfide sociali nel mondo e sta dimostrando quanto sfide ambientali e sociali siano effettivamente intrecciate.

Forse più concretamente, nel giro di poche settimane il virus ha messo a nudo la triste realtà dell’inadeguatezza delle prestazioni sanitarie. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) stima che almeno metà della popolazione mondiale non ha accesso ai servizi sanitari essenziali e circa 100 milioni di persone si trovano in situazioni di povertà estrema perché costrette a pagare per ricevere l’assistenza sanitaria.

I paesi in via di sviluppo sono i più esposti verso scarse prestazioni sanitarie, ma questa condizione riguarda anche alcune delle nazioni più ricche al mondo. In particolare gli Stati Uniti, il paese con il sistema sanitario più costoso del mondo, dove il Census Bureau ha stimato che circa 27,5 milioni di persone sono rimaste senza assicurazione sanitaria nel 2018.

Investire sui sistemi sanitari

I costi umani e sociali della pandemia hanno reso evidente la necessità di impiegare con urgenza maggiori risorse in molte aree interessate dagli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (Sdg) dell’Onu, non ultimo l’Obiettivo 3 – Buona Salute e Benessere. Tuttavia, hanno anche evidenziato che per uscire dalla crisi attuale sarà necessario qualcosa di più di un intervento governativo. L’industria in generale deve intervenire per colmare il divario. L’industria può fornire il capitale necessario, ma altrettanto significativa sarà la sua capacità di innovare e apportare un sollievo immediato a coloro che soffrono, così come soluzioni a lungo termine alle sfide sistemiche.

È qui che l’impatto degli investimenti può davvero fare la differenza, sostenendo le aziende il cui obiettivo principale è avere un impatto positivo sulla società e sull’ambiente. Questo non significa che si tratti di organizzazioni filantropiche ma, al contrario, saranno giudicate in base alla loro capacità di produrre rendimenti, in linea con gli impatti positivi che producono. Poiché queste aziende stanno creando soluzioni per alcune delle più grandi sfide nel mondo, in momenti come questo molte di loro mostreranno una versione più inclusiva del capitalismo, mettendo in atto misure speciali per sostenere i propri dipendenti, i clienti e la comunità in generale.

Diverse aziende stanno moltiplicando gli sforzi per offrire soluzioni, facendo leva sulle loro competenze o, in alcuni casi, sviluppando nuovi prodotti. Per quanto riguarda il settore sanitario, ad esempio, il nostro M&G (Lux) Positive Impact Fund investe nella società statunitense di diagnostica Quest, che dal 9 marzo è riuscita a eseguire più di 1,5 milioni di test Covid-19 e ha aumentato la capacità di condurre test da 10mila a 50mila al giorno, ovvero circa 350.000 test alla settimana, eseguiti in 12 siti diversi. Ciò è stato possibile grazie alle apparecchiature di test diagnostici in vitro di un’azienda sanitaria svizzera, che le hanno permesso di testare un numero maggiore di campioni in una sola volta.

Dal punto di vista della ricerca, un esempio viene dall’azienda specializzata in plasma Grifols, che sta collaborando con il governo degli Stati Uniti per stabilire se la terapia al plasma sviluppata con successo durante la crisi dell’Ebola possa essere utilizzata efficacemente per il trattamento del Covid-19. Le soluzioni non si limitano solo al settore sanitario, come dimostra l’azienda internazionale di packaging DS Smith. L’azienda ha collaborato con i rivenditori di generi alimentari in tutta Europa per progettare e produrre pacchetti con generi di prima necessità – e completamente riciclabili – che possono essere consegnati a domicilio ai più vulnerabili.

Molte società in cui investiamo hanno anche introdotto agevolazioni finanziarie per i propri clienti. È il caso della società di telecomunicazioni keniota Safaricom, che ha annunciato un’ampia gamma di misure per supportare i clienti nei successivi tre mesi, tra cui: la rinuncia delle tariffe che normalmente addebita sul proprio sistema di pagamenti tramite smartphone per ridurre il rischio di contaminazione da virus tramite transazioni in contanti, la sospensione delle tariffe per chiamate agli ospedali e ai dispensari in tutto il paese e il raddoppio della larghezza di banda della propria fibra domestica, a disposizione dei clienti senza costi aggiuntivi. Per sostenere direttamente il governo nei suoi sforzi al contenimento della diffusione del virus, Safaricom ha anche istituito una linea di emergenza gratuita che i kenioti possono utilizzare per ottenere assistenza immediata.

Azioni con un impatto positivo come queste dimostrano che le aziende possono fornire aiuti concreti e soluzioni innovative in tempi di crisi. Infatti, la loro capacità e volontà di adattarsi rapidamente le renderà probabilmente più resistenti nel lungo periodo. In ultima analisi, il cambiamento climatico, l’inquinamento e la disuguaglianza resteranno con noi anche nel post-emergenza Covid-19 e le aziende a impatto positivo manterranno ben saldo l’impegno a combattere gli effetti di questi cambiamenti.

Le conseguenze immediate di questa pandemia sono scoraggianti, sia dal punto di vista umano che economico. Tuttavia, anche nel mezzo delle turbolenze continuiamo a cercare il lato positivo e ci auguriamo che questo possa essere un promemoria opportuno di quanto sia importante avere un sistema sanitario ben funzionante. Sarebbe magnifico poter vedere le acque dei canali di Venezia pulite e gli abitanti in città come Pechino, Los Angeles o Londra poter respirare senza temere per la propria salute. Ci auguriamo che i governi e le aziende intensifichino i propri sforzi per trovare le soluzioni necessarie a queste diverse, ma fin troppo presenti, sfide sociali.

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