Investimenti, JP Morgan: valutare come uscire dal lockdown

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di Stefano Fossati 13 Maggio 2020 | 17:30

A cura del team Global Fixed Income, Currency and Commodities Group di J.P. Morgan Asset Management

I settori a spread sembrano vicini al valore equo in un contesto segnato da politiche monetarie fortemente espansive e dalle attese di un aumento delle insolvenze societarie. Alla luce di questi dati, la velocità e la portata della ripresa dopo le misure di blocco per l’epidemia di coronavirus saranno determinanti per l’andamento degli spread.

Fondamentali

Gli effetti della crisi causata dal Covid-19 cominciano a farsi sentire: il Pil del primo trimestre è sceso del 4,8% negli Stati Uniti, su base annua, e del 14,4% in Europa. I dati di monitoraggio della mobilità iniziano già a mostrare un aumento dell’attività, mentre molti governi sono alle prese con l’allentamento delle restrizioni sociali che hanno portato allo stallo dell’economia mondiale. In Europa alcuni tra i Paesi più colpiti, come la Spagna e l’Italia, cominciano a ridurre le misure di blocco in seguito al calo del numero di nuovi contagi e decessi. Anche negli Stati Uniti le autorità sembrano inclini ad allentare le misure restrittive, sebbene nel breve termine, considerato il costante incremento dei nuovi casi, il contenimento sia più incerto qui che altrove. Tale differenza potrebbe rispecchiare i diversi atteggiamenti adottati in risposta alla situazione emergenziale. Il mercato del lavoro statunitense, ad esempio, ha ricevuto minori misure di sostegno rispetto all’Europa, dove piani generosi di cassa integrazione hanno potenzialmente attutito l’impatto sulla disoccupazione. Anche i mercati europei delle obbligazioni societarie godono di misure di sostegno volte a prevenire in qualche misura le insolvenze. Di conseguenza, negli Stati Uniti la revoca anticipata del blocco potrebbe essere condizionata da considerazioni di natura economica, mentre in Europa l’agenda è dettata da motivazioni di salute pubblica. Superata l’emergenza iniziale, ci si chiede se i diversi percorsi per uscire dal lockdown si riveleranno efficaci senza innescare un ritorno dei contagi o un altro brusco arresto dell’attività economica.

Valutazioni quantitative

Su scala globale, gli spread delle obbligazioni investment grade hanno recuperato più della metà dell’ampliamento di marzo, consolidandosi attorno agli attuali livelli di 207 punti base. Gli spread dei titoli high yield statunitensi, a 761 punti base, riflettono un tasso di insolvenza molto vicino alle nostre previsioni (8-10%). In base a questi dati, sono diversi i fattori che potrebbero far muovere gli spread in una direzione o nell’altra. Potrebbe esserci un ampliamento se un’eventuale ripresa dei contagi dovesse rendere più probabile un’altra tornata di misure di blocco, o se il sentiment dovesse risentire di un’escalation delle tensioni fra Stati Uniti e Cina, dell’andamento della campagna elettorale statunitense o delle tensioni politiche in Europa (riguardanti la Brexit o il debito dell’Italia). Viceversa, se la ripresa è più rapida del previsto gli spread potrebbero restringersi. Per il momento, gli investitori stanno a guardare e privilegiano attivi di maggiore qualità (tutti i dati sono aggiornati al 5 maggio 2020).

Fattori tecnici

L’ampia portata della risposta politica ha stimolato un volume enorme di emissioni di alta qualità che è stato accolto con favore dal mercato. Da inizio anno l’offerta di obbligazioni societarie di qualità investment grade ha quasi toccato il livello record di 750 miliardi di dollari negli Stati Uniti, ma anche gli afflussi stanno aumentando: insieme ai titoli di Stato di alta qualità e ai fondi monetari, nelle ultime settimane i flussi delle obbligazioni statunitensi investment grade sono tornati positivi, ridimensionando la portata dei rimborsi di marzo. Intanto, il nostro sistema proprietario di monitoraggio dei flussi d’investimento mostra che da inizio anno (al 5 maggio) le sottoscrizioni hanno raggiunto quasi 11 miliardi di dollari. Il forte rimbalzo di aprile e i fattori stagionali indicano che il sentiment potrebbe peggiorare nel breve termine, ma per il momento gli attivi di alta qualità continuano a godere del favore generale.

Cosa significa per gli investitori obbligazionari?

La forza relativa dei segmenti dell’alta qualità sembra consolidata, considerati il sostegno senza precedenti fornito dalle banche centrali e l’abbondanza e il dinamismo dell’offerta. Questo contesto offre un porto sicuro agli investitori ancora restii a scommettere nuovamente e senza riserve sui settori più a rischio – le obbligazioni high yield e il debito dei mercati emergenti – visto che la debolezza dei fondamentali permane. Con il progressivo passaggio dei governi alla fase successiva delle misure d’intervento dettate dall’emergenza da coronavirus, gli investitori scruteranno attentamente l’orizzonte alla ricerca di segnali definitivi di ripresa. L’incertezza legata alla diffusione del virus crea rischi elevati per i mercati, in entrambe le direzioni.

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