Ftse Mib, cruciale la tenuta del supporto a 16.500 punti

A
A
A
di Fabio Pioli 15 Maggio 2020 | 08:15

Come avevamo scritto la scorsa settimana il mercato italiano (Ftse Mib), con la sua rottura di trend line del giorno 6 maggio, aveva già dimostrato di essersi sbilanciato al ribassso (Figura 1).

Figura 1. Future FtseMib – grafico giornaliero

Basterà ora l’avvenuto raggiungimento di 16.500 punti per far finire questo ribasso? Sarebbe importante saperlo perché se non ci si fermasse qui vigerebbe il rischio di andare sotto i 14.000 punti con un possibile impeto ribassista potenzialmente letale (Figura 2).

Figura 2. Future FtseMib – grafico settimanale

Per ora possiamo solo dire che il nostro segnale indica che per ora il ribasso non è ancora arrivato ai suoi obiettivi. Questo non faccia presumere che per forza si vada sotto i 14.000 ma induca a valutarne l’ eventualità. In altre parole. Oggi il ribasso non ci risulta finito. Si può andare sotto i 14.000 oppure ci si può fermare prima, ma non ora.

E’ più forte dell’ indice Acea che per ora, tuttavia sbatte contro la resistenza di 17,05 euro (Figura 3).

Figura 3. ACEA – grafico settimanale

Può aspirare ad arrivare di nuovo all’ asticella ma per generare un vero e proprio long dovrebbe superarla in chiave settimanale.

Qual è il destino dei bancari e, in particolare, di Unicredit? L’ aver rotto il minimo precedente in ottica giornaliera non significa niente perché tale livello è stato recuperato; pertanto potrebbe trattarsi di un falso segnale. Per un ipotetico short (non in questo momento perché vietato, ovviamente) occorre aspettare una chiusura di candela negativa sotto i 6,066 (Figura 4).

Figura 4. UNICREDIT – grafico giornaliero

A cura di Fabio Pioli, trader, analista finanziario e Fondatore di CFI (www.cfionline.it)

Vuoi ricevere le notizie di Bluerating direttamente nel tuo Inbox? Iscriviti alla nostra newsletter!

Condividi questo articolo

ARTICOLI CORRELATI

Mercati, Standard Ethics migliora il rating di Acea

Mercati, utility: le azioni per sfruttare il nuovo disegno legge

Rinnovabili, l’Ue alza al 55% il target sulla riduzione delle emissioni al 2030

NEWSLETTER
Iscriviti
X