E’ Generali l’obiettivo ultimo delle manovre di Del Vecchio?

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di Luca Spoldi 3 Giugno 2020 | 10:30

Leonardo Del Vecchio si prepara a salire in Mediobanca, ma da mesi l’obiettivo ultimo che il mercato ha individuato non è Piazzetta Cuccia, ma Generali (salita di un 6,5% nelle ultime 5 sedute di borsa e in rialzo di oltre l’1,7% anche stamane in apertura a 13,5 euro per azione), di cui l’imprenditore di Agordo è già socio al 4,87% e che è da sempre considerata la “provincia ricca” dell’impero di Mediobanca, che ne è primo socio col 12,75%, quota la cui riduzione entro la soglia del 10% pareva all’ordine del giorno fino a un anno fa ma che da allora è rimasta stabile.

Ma perché Del Vecchio, imprenditore di razza, dovrebbe voler puntare a Generali? Secondo alcuni per favorire un’operazione cross border, c’è chi dice con Axa chi con Zurich, allo stesso modo in cui negli anni ha proceduto ad integrare i propri business italiani nel settore immobiliare (Beni Stabili, fusa con Foncier des Regions, ora Covivio, di cui Del Vecchio è il primo azionista col 28%) e dell’occhialeria (Luxottica, fusa con Essilor, controllata da Del Vecchio col 38,4%). Anche se difficilmente potrebbe essere un’operazione “alla pari”, visto che sia il colosso francese sia quello elvetico capitalizzano il doppio della compagnia triestina.

O forse, “banalmente”, perché ai livelli attuali riuscire a diventare l’azionista di riferimento di Mediobanca e tramite essa ancor più di Generali è relativamente un’operazione poco costosa. Si tratterebbe infatti di investire sui 550-600 milioni di euro per salire dal 10% al 20% in Piazzetta Cuccia, che attualmente capitalizza 5,7 miliardi in borsa, ed eventualmente una cifra di poco superiore per arrotondare la partecipazione diretta nel gruppo Triestino (la stampa italiana parla di una possibile salita all’8%, operazione, il che implicherebbe investire circa 700-750 milioni).

Anche gli altri soci italiani di Generali sarebbero della partita, con la possibilità di ulteriori arrotondamenti di quota da parte di Caltagirone (5,2% ma secondo la stampa pronto a sua volta a salire all’8% per rimanere alla pari con Del Vecchio) e Benetton (3,05% al momento). Secondo gli analisti che seguono Generali, se confermate le indiscrezioni sarebbero prova dell’intenzione di Del Vecchio di ottenere da parte del management un maggiore sforzo sul fronte della crescita, anche per vie esterne, così da colmare il gap con i concorrenti europei e non veder dipendere l’utile di Piazzetta Cuccia sostanzialmente solo da Compass e dalla stessa partecipazione in Generali.

Il giudizio degli analisti e il quadro tecnico

Anche in quest’ottica il rafforzamento da parte dei soci italiani di Generali “potrebbe rappresentare un elemento positivo per il titolo che attualmente tratta in linea con il comparto europeo” commenta Websim (che però mantiene un giudizio “neutrale” su Generali, con target price a 13,5 euro, ormai poco distante dai livelli correnti). Il consenso generalizzato sul titolo Generali resta per ora prudente (sono ben 16 i report neutrali, a fronte di 8 positivi e 3 negativi), ma il target price medio, di 14,7 euro, pare indicare che vi siano ulteriori spazi di rivalutazione rispetto ai 13,10-13,15 euro a cui oscilla stamane.

Dal punto di vista tecnico Generali pare presentare un buon rapporto rischio/rendimento prospettico. Per chi l’avesse comprata quando le quotazioni oscillavano attorno ai 12-12,15 euro (livello che rappresenta il limite inferiore della banda d’oscillazione laterale in cui Generali si sta muovendo da inizio aprile, una volta esaurito il primo rimbalzo dai minimi di metà marzo) i 13,5 euro potrebbero costituire un primo target attorno a cui prendere profitto, ma visto l’interesse che sta tornando sul titolo non è da escludere un ritorno sui 14 euro, se Generali riuscirà a superare le resistenze statiche attorno ai 13,65 euro per azione.

In caso poi di superamento dei 15 euro potrebbe scattare una strategia rialzista a medio termine (con stop loss da porre sui 13,9 euro per azione). Il proseguo del rally avrebbe in questo caso obiettivi ben più ambiziosi, attorno ai 16-16,25 euro per azione inizialmente (livello attorno a cui si era già arrestata la correzione dell’estate del 2019) e poi 17-17,5 euro, con possibile rottura dell’ulteriore resistenza a 17,6 euro e assalto finale a quota 18 euro, sopra qui il titolo aveva oscillato dall’ottobre dello scorso anno all’inizio della correzione causata dalla pandemia da Covid-19.

Da notare infine che venerdì scorso la tenuta dei 12,4 euro per azione ha fornito un ulteriore importante conferma del trend rialzista di brevissimo periodo, visto che le quotazioni si sono mantenute sopra le due medie mobili con quella più veloce a 7 sedute che ha incrociato e superato al rialzo quella più lenta a 14 sedute. Medie mobili che alla chiusura di ieri erano salite rispettivamente a 12,65 e a 12,46 euro per azione e che potranno ulteriormente sostenere il titolo fornendo supporti dinamici nel caso di qualche (fisiologico) storno a breve termine.

Generali in Borsa negli ultimi 12 mesi

A cura di Luca Spoldi, Cefa, 6 In Rete Consulting Ceo (www.6inrete.it)

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