Usa, la ripresa resta solida e la Fed può alzare i tassi

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Luca Spoldi di Luca Spoldi 10 Marzo 2017 | 17:16

I DATI MACRO USA NON PREOCCUPANO – Borse europee ancora in moderato rialzo, Milano compresa, dopo il dato mercato del lavoro americano che a febbraio ha registrato 235 mila nuovi addetti nel settore privato, 35 mila in più rispetto alle attese di consenso e di poco inferiori ai 238 mila del mese precedente (dato rivisto al rialzo dai 227 mila stimati inizialmente). In frazionale calo il tasso di disoccupazione, dal 4,8% di gennaio al 4,7%, in linea con le previsioni. La crescita dei salari medi si conferma invece sullo 0,2% (come il dato definitivo del mese precedente) rispetto ad un +0,3% ipotizzato dal consensus.

LIMITATE PRESE DI PROFITTO A NEW YORK – Nel complesso il mercato sembra convinto che questi dati consentiranno alla Federal Reserve di alzare di un quarto di punto i tassi sui Fed Funds già dalla riunione del 15-16 marzo prossimo, come già ampiamente scontato dal mercato stesso. Così dopo qualche incertezza iniziale il Dow Jones segna +0,10%, l’S&P500 sale dello 0,25% e il Nasdaq guadagna lo 0,33%. I T-bond dal canto loro vedono il rendimento ridiscendere leggermente al 2,59% sul decennale e al 3,18% sul titolo a 30 anni. L’oro scivola sui 1.201 dollari l’oncia, l’argento oscilla a 16,97 dollari mentre il petrolio cala attorno ai 48,84 dollari al barile.

L’EUROPA REGGE MEGLIO GRAZIE AI FINANZIARI – In Europa, dopo il dato e la reazione positiva di Wall Street, Londra guadagna lo 0,65%, Parigi oscilla a +0,57%, Francoforte resta a +0,17%, Madrid mette a segno un +0,21% e Piazza Affari sale di un altro 0,50%. Tra le bluechip dell’Eurostoxx50 (+0,48%) si notano rialzi superiori ai 2 punti per Deutsche Bank, Societe Generale e Unicredit, mentre Carrefour e Iberdrola cedono poco oltre l’1% e Unibail-Rodamco cede oltre 2 punti.

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