S&P 500, il gap con le stime degli analisti per fine anno è già del +9%

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Avatar di Gianluigi Raimondi 9 Giugno 2020 | 10:00

Il primo vertiginoso giro di montagne russe di questo 2020 si completa con l’S&P500 che riesce ad annullare tutte le perdite da inizio anno iscrivendosi negli annali della storia per la più veloce correzione seguita dal più rapido recupero. L’indice americano ha infatti riguadagnato tutto il terreno perso dai minimi di quest’anno inferiori di oltre il 40% portandosi ai massimi di 15 settimane e accompagnato in pompa magna dal Nasdaq, che ieri sigla un nuovo record storico.

Il gap con le previsioni degli degli analisti

Se pensiamo che l’opinione degli analisti è attestata in media a una chiusura dell’indice per fine anno a 2.933 punti base le attuali quotazioni presentano un gap previsionale del 9% anche qui il più ampio nelle rilevazioni di Bloomberg a far data dal 1999.

 

Certo questa crisi non ha precedenti, ed è di conseguenza poco significativo confrontarla con quanto accaduto nelle recessioni passate, ma un certo livello di attenzione va posto per un movimento che forse un po’ troppo anticipa i migliori esiti possibili.

I dati macro

Vero, i dati sull’occupazione americana venerdì hanno stupito positivamente, ma le brutte notizie non hanno smesso di fluire, con la flessione delle esportazioni cinesi a maggio (-3,3%) che invertono la crescita registrata ad aprile e le importazioni in flessione di un robusto 16,7% peggiorando ulteriormente le statistiche del mese precedente (-14,2%) ed archiviando il più brusco declino dal gennaio del 2016.

Non meglio in Germania, con la produzione industriale che ad aprile mostra una contrazione del 17,9% dopo il già shoccante -8,9% in marzo, e per chiudere in bellezza, non solo la WHO ha ieri ribadito che il peggio della pandemia non sia ancora alle spalle (e se guardiamo a cosa accade in America Latina, è certamente così), ma anche la Banca Mondiale si lancia in una previsione di contrazione per il PIL globale pari al 5,2% nel 2020 segnalando la quarta recessione più profonda in 150 anni dopo quella del 1914, 1930-32 e 1945-46. Due gli scenari principali, uno che prevede un contenimento del contagio malgrado l’attuale progressiva rimozione delle restizioni con un PIL in flessione del 4,0% ed uno invece che vede una recrudescenza dei contagi nel corso d’anno, con un PIL in flessione del 8,0%…insomma prima di saltare sul carro dei vincitori qualche prudenza sembra necessaria arrivati a questo punto.

Le previsioni su petrolio

Atteggiamento prudenziale che emerge anche sul petrolio, con Goldman Sachs che si aspetta nel breve una nuova correzione ribassista sulle quotazioni del greggio andate un po’ troppo al di la dei fondamentali che ancora indicano uno stato di etsrema sovracapacità sul fronte dell’offerta. L’OPEC ha infartti deciso di non estendere i tagli straordinari al di la di luglio, innescando prese di beneficio diffuse sul comaprto energetico malgrado questa mattina le quotazioni del greggio mostrino una certa ripresa in vista della pubblicazione delle giacenze USA previste in flessione di 2 milioni di barili questa settimana, terza su quattro in contrazione.

A cura di Wings Parners Sim

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