Eni, Knight Vinke torna a spingere sullo scorporo di Srg

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Avatar di Redazione 8 Febbraio 2010 | 11:00
In un’intervista ad Affari e Finanza, il fondatore Eric Knight assicura: “700 azionisti sono d’accordo con noi”. In calendario per marzo un incontro con l’ad Paolo Scaroni.

Kinght Vinke non molla la presa su Eni. In un’intervista rilasciata questa mattina ad Affari e Finanza, il fondatore del fondo Eric Knight ritorna a sostenere lo scorporo delle attività downstream e annuncia un incontro con l’ad Paolo Scaroni il prossimo marzo. Kinght, che di recente aveva comprato intere pagine di giornali per interloquire con i vertici del cane a sei zampe, negli ultimi mesi ha affinato le sue perplessità, puntando sulla seconda delle due proposte fatte al gruppo, quella dello scorporo di Snam Rete Gas (e non dell’intera divisione Gas & Power), cui verrebbero poi fatti confluire i tre gasdotti europei (Tenp, Transitgas e Tag) che proprio la settimana scorsa Eni ha annunciato di voler mettere in vendita (ponendo così fine a un lungo braccio di ferro con l’Antitrust europeo).

Secondo il fondo, la divisione del petrolio dal gas libererebbe risorse per 50 miliardi di euro che la nuova Eni potrebbe utilizzare per investire nell’upstream petrolifero. Quanto alla newco specializzata nel downstream, l’Eni potrebbe girare parte della propria partecipazione allo Stato, che in questo modo manterrà la la stessa quota in due realtà differenti”. La posizione del fondo – che in passato ha obbligato Suez a una profonda ristrutturazione e costretto la Shell a eliminare il doppio board – non sembra più solitaria: “Siamo in contatto diretto e frequente con i primi 700 azionisti dell’Eni che rappresentano il 25% del capitale – ha detto Kingt, precisando che “sono d’accordo sulla nostra proposta”. 

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